Lotito rompe il silenzio: «A Roma vogliono cacciarmi, ma la Lazio è prima»
Il presidente biancoceleste torna sulla contestazione: «Per me parlano i fatti. Fuori Roma mi amano».

Dati per letti i luoghi comuni secondo cui la palla è rotonda e i conti si fanno soltanto alla fine, Claudio Lotito si gode con un certo gusto le prime settimane di campionato. Dopo tre giornate, infatti, la sua Lazio è prima in classifica a punteggio pieno.
Il senatore di Forza Italia, forse uno dei presidenti di Serie A più contestati dai propri tifosi – e la concorrenza non manca –, continua però a fare i conti con una situazione particolare nella Capitale. La squadra vince, ma gioca in uno stadio deserto, mentre i tifosi hanno disertato la campagna abbonamenti.
Alla protesta degli ultras si è affiancata anche una contestazione più istituzionale, con raccolte firme e raduni ai quali hanno partecipato tifosi illustri come Fabrizio Alfano, capo ufficio stampa di Giorgia Meloni, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, Luigi Bisignani e Mauro Masi, quest'ultimo con una lunga esperienza tra governi, Rai e Consap. La richiesta è una sola: Lotito deve lasciare la Lazio.
Lotito risponde alla contestazione: «Per me parlano i fatti»
Il caso assume così una dimensione non soltanto calcistica, ma anche politica. Lotito, però, non sembra intenzionato a cambiare linea e replica alla contestazione rivendicando quanto fatto.
Presidente Lotito, che succede?
Non mi faccia parlare, parlano i fatti per me. Quello che sta succedendo contro di me è fuori da ogni logica.
C’è amarezza.
Non ha logica. Dicono: “Con Lotito i tifosi non sognano”. Ma che vuol dire? Siamo primi in classifica, non basta? Non basta comprare i giocatori, avere una squadra determinata, che combatte, né fare l’Academy, voler fare lo stadio. L’unico assioma loro è: Lotito deve andare via.
Lei freme: si tolga qualche sassolino dalla scarpa.
No, non mi devo togliere nessun sasso, non devo rispondere a nessuno, parlo coi fatti.
Non è che l’ha chiamata qualcuno che ha cambiato idea? Rocca? Qualcuno che s’è scusato?
Ma no, ma no.
Li chiamerà lei.
Io non devo parlare con nessuno, faccio il presidente nell’interesse della società. Con tutto il rispetto ma sul lato umano poi il mio giudizio sulle persone è sulla base dei comportamenti. Mica posso censurare i comportamenti della gente, non sono abituato. Facciano quello che vogliono e poi si vedrà.
Qui il tema è di tenuta della coalizione: destra contro destra.
Questa è unadietrologia che fanno gli altri. Io l’unica cosa che posso dire è che c’è un contrasto totale tra quello che succede a Roma e il resto del territorio nazionale, c’è un problema endemico proprio.
Cioè?
Se uno esce da Roma, c’è una situazione diversa. Ogni volta che vado a Reggio Calabria (è proprietario pure della Reggina, ndr) vengo portato in trionfo, abbiamo vinto 7 a 0 e 5 a 0 le prime partite. Poi torno a Roma e raccontano che pure a Reggio mi contestano. Legga cosa ha scritto Il Tempo.
Ma sul Tempo scrive Bisignani, uno di suoi oppositori.
Non lo so di chi è la colpa, ma lo scrivono.
Si sogna lo scudetto?
Grazie, grazie, arrivederci.





