Intervista al duo comico Umberto e Damiano: Motta eroe, Lazio in finale e derby con la Roma
Lazio, Motta eroe: Umberto e Damiano tra derby e sogni biancocelesti
Umberto Muscetta e Damiano Paolacci sono due amici di Fiumicino, che fin dai banchi di scuola, a soli 16 anni danno vita al duo comico “Umberto e Damiano”, iniziando a pubblicare i primi video online e ad animare feste di compleanno per bambini.
I loro scherzi, diventati rapidamente virali, prendono di mira soprattutto i pensionati attraverso candid camera e interviste surreali, permettendo loro di farsi notare sia nelle TV locali sia sul web, dove totalizzano milioni di visualizzazioni.
Dal 2023 conducono un programma su Radio Deejay e sono spesso inviati de Le Iene. La redazione di LazioPress.it li ha intervistati in esclusiva: per loro si tratta di un vero e proprio derby, considerando che Damiano è tifoso della Lazio mentre Umberto simpatizza per la Roma.
Dopo la serata eroica di Edoardo Motta, con il quarto rigore parato e la Lazio in finale di Coppa Italia contro l’Inter il 13 maggio: quanto vi ha sorpreso questo ragazzo arrivato quasi “per caso”? Vi aspettavate un impatto così decisivo?
Edoardo Motta è uno di quei personaggi che sembrano scritti da uno sceneggiatore romano: entra quasi per caso e diventa protagonista. Quattro rigori parati è roba da leggenda, non da esordio. Secondo me ha fatto una cosa rarissima: non ha avuto il tempo di avere paura. È entrato e ha detto “vabbè, paro tutto”. E l’ha fatto davvero.
La storia recente della porta della Lazio sembra una vera sliding doors: Mandas ceduto, Provedel fermo per infortunio, e Motta catapultato titolare. Secondo voi è solo fortuna o dietro c’è qualcosa di più nella gestione della Lazio?
Un po’ culo c’è sempre, altrimenti nel calcio sarebbe tutto noioso. Però non è solo quello. La SS Lazio negli ultimi anni ha dimostrato che dietro qualcosa c’è: magari non sempre lucidissimi nelle scelte, però quando succede il caos… qualcuno pronto lo trovano. Tra Ivan Provedel fuori, Christos Mandas ceduto e Motta dentro, sembra una puntata di una serie dove muoiono tutti i protagonisti e ne arriva uno nuovo che salva la stagione.
Damiano, da laziale: com’è nato il tuo amore per questi colori? E qual è il ricordo biancoceleste che ti porti più dentro?
Io sono laziale da piccolo, ma non per scelta razionale… proprio per destino, tipo maledizione antica. Il primo ricordo forte è la Lazio che mi faceva soffrire più di quanto un bambino dovrebbe legalmente sopportare, però allo stesso tempo non riuscivo a staccarmi. Se devo dirtene uno: le domeniche passate a rovinarmi l’umore… e poi esultare come un pazzo mezz’ora dopo. È una relazione tossica ma bellissima, come tutte le storie vere.
Umberto, da “sponda Roma”: come vivi questo momento complicato dei giallorossi? E in vista del derby, che clima ti aspetti e chi parte davvero favorito?
Umberto in questo momento è in quella fase in cui guarda la classifica come si guarda l’estratto conto: con paura e senza voler approfondire troppo. La AS Roma vive sempre di montagne russe, però il derby è una partita a parte. Favorito? Ti direi nessuno, perché il derby di Roma è una partita che spesso vince chi ha più follia che qualità.
Motta è già entrato nel cuore dei tifosi: secondo voi può diventare un nuovo idolo della Curva Nord o è ancora presto per caricarlo di queste responsabilità?
Edoardo Motta ha fatto la cosa più difficile: entrare nel cuore in una notte. Però diventare idolo è un’altra storia, lì serve continuità, errori superati e magari qualche altra notte folle. Diciamo che adesso è “quello che ci ha fatto sognare”. Per diventare “quello che non dimenticheremo mai”… deve continuare così.





