Lazio, Sarri ferma le uscite e Fabiani vola in Spagna
Il tecnico dice no alla cessione di Cancellieri al Brentford senza conoscere il sostituto Stop anche a Tavares se non entra subito Pedraza: blitz del ds ma il Villarreal non cede

Questa Lazio non è un albergo. Sarri giura di voler sbarrare i cancelli di Formello, almeno sino a giugno. Dopo le cessioni di Guendouzi e Castellanos, adesso Mau vuole esercitare il suo «potere di veto sulle uscite», riconosciuto pubblicamente da Fabiani e Lotito. Addirittura il tecnico medita di mettersi di traverso sull'addio di Cancellieri, per cui il Brentford recapiterà una prima offerta da 11 milioni più quattro di bonus. La Lazio ne chiede 18, ma può “liberarlo” a meno perché il contratto di Matteo scade fra un anno e mezzo. A Sarri ormai interessano sino a un certo punto le esigenze (plusvalenze) di bilancio, ora è diventata anche una questione di principio. Nelle difficoltà estive dopo il mercato bloccato e la mononucleosi di Isaksen, il Comandante ha rilanciato Cancellieri e ne ha costruito un co-titolare della Lazio. Ora non vuole più rinunciare a nessuno, a stagione in corso, senza avere la garanzia di come possa essere sostituito. Fabiani sta provando l'assalto al fenomeno Rayan (20 milioni più il 50% al Vasco de Gama, non è escluso un viaggio brasiliano), ma è anche fissato con Daniel Maldini (già bocciato dal tecnico) e Ngonge, di tutt'altro calibro. Sondato anche Wimmer del Wolfsburg. Mau aveva indicato Raspadori (o Giovane) al posto del Taty ed è arrivato Ratkov; sperava in Loftus-Cheek a centrocampo e accettato Taylor, ma il sostituto di Guendouzi è ancora un rebus irrisolto.
LA FIRMA DEL TERZINO
Serve un nuovo motore, ora mancano corsa e polmoni a centrocampo. Fabbian e Samardzic tornano in corsa insieme a Ilic (occhio sempre allo scambio con Belahyane, che ora interessa anche alla Cremonese), ma c'è bisogno di un altro profilo più dinamico e difensivo, dopo il colpo Taylor. Timber (in scadenza a giugno col Feyenoord) sarebbe stato perfetto ma è sfumato subito per le richieste mostruose legate alle commissioni (4 milioni) e all'ingaggio (3,5). È nel taccuino da mesi Rodrigo Mendoza, centrocampista spagnolo classe 2005, ma l'Elche chiede 20-25 milioni, forte dell'interesse di City, Arsenal e Juventus. Chissà che Fabiani non abbia rifatto un sondaggio nella sua missione in Spagna per provare a convincere Toth (in ritiro a Murcia col Ferencvaros, per via dello stop del campionato) a scegliere la Lazio al posto del Bournemouth. Tentativo vano, il centrocampista ungherese preferisce la Premier e non c'è più modo di dissuaderlo. Purtroppo il viaggio del ds non sembra aver portato alcun frutto, se non la firma anticipata di Pedraza allo svincolo dal 1 luglio (contratto sino al 2028 con opzione per un altro anno). Il Villarreal al momento non vuole lasciarlo andare a gennaio, nemmeno dietro un indennizzo. E questa fermezza rischia di complicare i piani su Tavares, anche se il Besiktas dovesse trovare finalmente la quadra sull'obbligo di riscatto a 10 milioni con la Lazio: «Stiamo lavorando - giura il presidente Serdar Adali - e lo prenderemo». Nuno continua a preferire la pista Al-Ittihad di Conceicao, ma oltretutto c'è un altro ostacolo. Nonostante abbia accantonato il portoghese da tempo (ormai è Pellegrini il titolare fisso), Sarri si oppone all'uscita senza l'entrata di Pedraza o comunque di un altro sostituto di ruolo. Poco importa che Hysaj e Marusic possano essere adattati anche come terzino sinistro.
LA MINACCIA
Il discorso è identico su Mandas, che vuole giocare e raggiungere almeno Baroni a Torino. Sarri aveva dato l'assenso a uno scambio di prestiti per sei mesi con Leali, ma non intende rimanere senza un vice-Provedel affidabile e adeguato. Il portiere del Genoa potrebbe ancora arrivare in prestito, ma l'Al-Nassr ha bloccato momentaneamente lo sbarco sotto la Lanterna di Bento. Ironia del destino, quest'ultimo era stato indicato dal Comandante - insieme a Stankovic del Venezia e Klinsmann del Cesena - fra le alternative, ma la Lazio non vuole spendere soldi anche per un “secondo”. Guai poi a toccare Romagnoli a Mau, qui si entra davvero in un altro capitolo di fuoco. Mancini non ha chiamato Alessio, ma il suo entourage lo sta riproponendo all'Al-Sadd, in assenza di una chiamata tempestiva da Formello per il prolungamento. Dopo i rinnovi di Basic e Marusic, Lotito sta tergiversando perché sa che il difensore pretende un quadriennale da oltre 3 milioni, a cui vanno aggiunti gli arretrati promessi e non rispettati dopo la prima qualificazione Champions. Anche il contratto del 31enne di Anzio scadrà nel 2027, per la Lazio sarebbe meglio far cassa a gennaio, ma Sarri si incatenerebbe pur di trattenerlo almeno sino a giugno contro tutti e tutto. Se questo volere non venisse rispettato, il tecnico stesso si dimetterebbe subito senza mantenere la promessa fatta al “popolo”. La società non può correre questo pericolo, a meno che una simile provocazione non miri proprio a questo epilogo.
il Messaggero









