Lazio, la forza dei cambi e un aspetto da correggere: dentro il primato
Otto gol, sei marcatori e due successi diversi: la squadra di Gattuso trova nuove risorse, ma concede ancora nel primo tempo.

La Lazio prima in classifica ha mostrato due modi diversi di vincere nella stessa settimana. A Sassuolo ha segnato sei volte, contro il Cagliari ha dovuto aspettare l’83’ per completare la rimonta. Due partite che, lette insieme, aiutano a capire cosa stia sostenendo il rendimento della squadra di Gennaro Gattuso.
Il punto di partenza sono i 28 punti conquistati su 30 disponibili, con nove vittorie e un pareggio. Come certificato dalla Lega Serie A, si tratta della miglior partenza nella storia del club. Il confronto fra le ultime due gare aggiunge però qualcosa alla fotografia del primato: la capacità di trovare protagonisti e soluzioni differenti.
Otto gol e sei marcatori: la Lazio trova strade diverse
Il 6-2 contro il Sassuolo nasce da una partenza immediatamente produttiva. Taylor segna al 2’, Thorstvedt pareggia al 7’, poi Isaksen e Floriani Mussolini portano i biancocelesti sul 3-1 entro il 18’. La Lazio aveva dunque già costruito un doppio vantaggio prima dell’espulsione del centrocampista neroverde, arrivata al 31’.
La superiorità numerica resta un elemento da considerare nell’analisi del risultato. Non cancella quanto costruito prima, ma impedisce di leggere tutti i novanta minuti come un confronto nelle stesse condizioni. Dopo il momentaneo 2-3 di Esposito, Zaccagni ristabilisce le distanze prima dell’intervallo e Noslin completa il punteggio con una doppietta nella ripresa.
Contro il Cagliari, invece, la Lazio deve recuperare lo svantaggio firmato da Nzola. Isaksen pareggia al 36’, mentre la rete decisiva arriva soltanto nel finale con Pinamonti.
Il conteggio delle due gare restituisce otto gol e sei marcatori differenti: Taylor, Isaksen, Floriani Mussolini, Zaccagni, Noslin e Pinamonti. È un dato significativo sulla distribuzione delle reti. In questa settimana il risultato non è dipeso da un solo finalizzatore: hanno contribuito giocatori di reparti diversi, titolari e subentrati.
Cambi decisivi e primi tempi da migliorare
La vittoria sul Cagliari offre l’esempio più concreto del peso della panchina. Pinamonti e Pedraza, entrati entrambi al 55’, costruiscono l’azione del sorpasso: lo spagnolo serve il pallone che l’attaccante trasforma di testa all’83’. Con l’ingresso del centravanti, Noslin si sposta sulla fascia. Cambiano gli uomini e anche la disposizione offensiva. News
Come riportato da LazioPress.it nella conferenza del 1° novembre, Gattuso ha riconosciuto l’energia portata dai cambi, spiegando anche che la squadra aveva pagato qualcosa dopo aver schierato quasi sempre gli stessi nelle tre partite ravvicinate. La rimonta suggerisce quindi una risorsa importante: poter modificare una gara complicata attraverso le alternative disponibili.
Resta un aspetto sul quale lavorare. Tutti e tre i gol subiti nelle ultime due partite sono arrivati prima dell’intervallo, mentre entrambe le riprese si sono chiuse senza reti incassate. Due incontri non bastano a definire una tendenza, ma indicano una differenza da approfondire nella gestione delle fasi della gara.
La lettura del primato passa anche da qui: una Lazio capace di segnare con uomini diversi e di trovare risposte dalla panchina, che conserva margini di miglioramento. I risultati premiano il lavoro di Gattuso; il confronto fra Sassuolo e Cagliari mostra quanto contino anche le soluzioni a disposizione quando la partita prende una direzione inattesa.





