Quarant'anni di Lazialità rivivono tra le pagine dell'ultimo libro di Guido De Angelis, dedicato a questo importante anniversario. La presentazione ufficiale del libro ripercorre la storia di una fede che unisce generazioni, tra ricordi emozionanti e i momenti iconici che hanno segnato quattro decenni unici. Un viaggio appassionato, celebrato insieme in un appuntamento di grande significato, che ha reso omaggio al glorioso cammino biancoceleste raccontato dal noto autore.

Le parole di Guido De Angelis

Mi fa piacere avere tutti i lettori di lazialita qui. La nascita di Forza Lazio e la mia prima collaborazione? Era di Chinaglia e Felice, c'era anche Abodi. Mi chiesero di scrivere qualche lettera e chiesi al Corriere dello Sport di parlare anche di Lazio. Abodi poi mi permise di scrivere del tifo organizzato, ricevetti molte lettere. Ho ancora valigie con lettere scritte mano, a cui rispondevo sempre a tutte. Non avrei mai pensato di diventare giornalista. Io volevo solo scrivere una rivista per i tifosi. Cominciai quest'avventura nel 1985, con la Lazio in Serie B. Andai da Chinaglia e Felice, lui era su tutte le furie e Giorgio mi chiese cosa stessi facendo. Io ci rimasi un po' male ma poi chiamarono Bomba che era il centralinista e mi dissero di fare ciò che dovevo fare. La prima copertina era dedicata ai tifosi e a tutte le vittime di Bruxelles. Con "È nata la Lazio made in Chimenti" era finita Lazialità. Dopo mi arrivò una telefonata che mi disse che c'era la possibilità di far ripartire Lazialità. Quell'anno partimmo dal meno 9 e quella forma di giornale ebbe molto successo, anche perché era gratis. Arrivo l'ultima giornata dove la rivista riportava la scritta "O Vicenza O Vita". Rodolfo lavorava nella copisteria di Roberto Rossi e lo convinse a far ripartire Lazialità per la terza volta.

Negli anni ho cercato sempre un contatto con la Lazio ma con scarsi risultati, non voglio fare polemica. Quando arrivò Cragnotti stampavo poche copie e le distribuivo gratuitamente ma la gente mi fermava per chiedere il motivo di cosi poche copie. A quel tempo uscì una nuova rivista ufficiale alla Lazio, perciò portai la mia in edicola ma dovevo ampliarla da 16 a 60 pagine. La pubblicarono e finalmente riuscii ad andare sopra nel bilancio.

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