Photo by Emmanuele Ciancaglini/Getty Images via Onefootball
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Domani la Lazio è attesa all'Allianz Stadium di Torino per il big match contro la Juventus di mister Spalletti. Appuntamento fissato alle ore 20:45. Alla vigilia dalla sfida il tecnico biancoceleste Gennaro Gattuso è intervenuto nella sala stampa di Formello per presentare il match contro i torinesi. 

Gattuso in conferenza stampa

Giochiamo contro una grande squadra, che ha raccolto poco di quanto seminato. A me interessa il coraggio e la partita di mentalità, senza paura. Sono più forti di noi sulla carta, ma voglio vedere una squadra che se la gioca. Se andiamo lì e cominciamo ad avere il braccino o timore, non ci porta a nulla. Stiamo facendo cose buone, dobbiamo migliorare in molti aspetti, ma non voglio vedere paura. 

Contro la Juve ho perso quattro finali e ne ho vinta una. Quello è passato, non si torna indietro. Possono giocare in diversi modi, hanno cambiato tanto. Se giocano con due punte, ci sono due riferimenti, ma fanno 3-4 gol su cross, riempiono l’area e sono pericolosissimi, così come sui calci piazzati. Ruotano molto. Domani serve coraggio, se pensiamo “che Dio ce la mandi buona” non andiamo da nessuna parte. Ci vuole intensità massimo, loro sono una grande squadra.

Si vedrà di nuovo una Lazio offensiva?

Si può e si deve fare, poi è normale che ci sono momenti in cui bisogna ragionare in modo diverso. Quando si va, si va con coraggio. Poi dipende dalle zone di campo. Per la tipologia di gioco che hanno possono metterci in difficoltà in alcuni momenti, ma serve mentalità e voglia. 

C'è stato un lavoro sulla tenuta mentale?

Noi possiamo migliorare sull’aumentare i giri e dobbiamo leggere meglio le partite. A volte ci addormentiamo, non andiamo sulle preventive. Con il Monza eravamo in superiorità numerica ma la palla la prendevano loro sulle ripartenze.

Belahyane è stata una sorpresa?

Tutti stanno facendo quello che devono. Oggi con cinque cambi si vincono le partite, il calcio è cambiato e i giocatori devono farsi trovare pronti. Possono incidere sempre. Tutti quelli che l’anno scorso non avevano tanto spazio e che ora stanno facendo bene se lo meritano. Belahyane faceva fatica i primi allenamenti e si scusava venendo nel mio ufficio, ma non si doveva scusare di niente, piano piano ha trovato minutaggio e come altri ora è protagonista.

La sua avventura alla Lazio può cambiare l'idea di Gattuso come allenatore?

Se io avessi ascoltato tutte le persone che mi hanno giudicato per 17 anni, avrei fatto un quarto della carriera. Non posso piacere a tutti, l’importante è essere onesti. Con me non sono stati onesti, questo è un dato di fatto. Vince uno solo, il campionato o la Coppa, poi uno deve vedere il lavoro. Io devo continuare a lavorare perché il calcio mi dà il formicolio nello stomaco. Mi piace più fare l’allenatore di quando giocavo. Arriveranno le legnate nel muso, ma le accetteremo. Oggi sono comunque un allenatore diverso rispetto a 12 anni fa, sono migliorato e ho più conoscenze ora.

Come gestire meglio i momenti complicati in partita?

Non fare passagini di un metro senza senso. Dopo l’angolo da cui abbiamo preso gol abbiamo perso diversi palloni. Bisogna migliorare nelle due fasi. Possiamo migliorare, non è una questione solo fisica, si corre molto di più a rincorrere gli avversari. Bisogna essere bravi a capire e occupare in modo migliore.

Sul Pellegrini

Pellegrini è in lista, partirà con noi. La società ha deciso con noi, a tutti gli effetti è a disposizione.  

Miglioramenti? La società ha deciso così ed è a disposizione. La formazione? Non ti rispondo, darei dei vantaggi agli altri. Per domani mi auguro di non avere i blackout che abbiamo avuto con il Monza, che poteva farci tre gol. Con il Milan anche è successo, idem con il Venezia. Dobbiamo migliorare questo aspetto, non dobbiamo prendere le imbarcate e avere letture migliori. Fino ad adesso ci è andata bene, ma non sempre ti va bene. Abbiamo un portiere che ci sta mettendo una pezza in queste situazioni.

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