Progetto Flaminio in bilico: il 9 luglio può cambiare il futuro della Lazio
Le osservazioni della Soprintendenza colpiscono i punti chiave del progetto presentato dalla Lazio.

Una vera e propria doccia gelata per Claudio Lotito. Le osservazioni inviate dalla Soprintendenza di Roma, come riportato da LazioFamily.it, hanno sorpreso il presidente della Lazio, soprattutto alla luce dei colloqui informali che avevano preceduto la presentazione del progetto per il nuovo Flaminio.
Le criticità segnalate vanno infatti a incidere sugli elementi centrali del piano elaborato da Formello. Un aspetto che sta generando forte preoccupazione all'interno del club biancoceleste.
Proprio questo tema è stato al centro dell'incontro andato in scena ieri mattina presso l'assessorato allo Sport. Alla riunione hanno partecipato la delegazione della Lazio guidata da Lotito, la Responsabile Unica del Progetto Silvia Pantanella e Fabio Pacciani, Direttore del Dipartimento Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda del Campidoglio.
Le criticità evidenziate dalla Soprintendenza sul Flaminio
Al vertice non erano presenti i tre enti che hanno già trasmesso le proprie osservazioni alla Lazio. Oltre alla Soprintendenza, infatti, hanno segnalato criticità anche due dipartimenti della Regione Lazio e uno del Campidoglio.
Se per queste ultime osservazioni esisterebbero margini di intervento, è quanto rilevato dalla Soprintendenza a destare le maggiori preoccupazioni a Villa San Sebastiano.
Come già emerso nei giorni scorsi, i rilievi principali sono due. Il primo riguarda la storica pensilina dello stadio, che secondo i tecnici dovrebbe essere mantenuta anche nel futuro impianto. Una possibile soluzione potrebbe essere quella di adottare una copertura sfalsata che consenta di preservare l'elemento esistente.
Il secondo punto è invece molto più delicato. Si tratta della cosiddetta "curva sommitale". Nella PEC inviata il 9 giugno, la Soprintendenza evidenzia come la realizzazione del secondo anello finirebbe per alterare l'identità architettonica del Flaminio, così come progettata dai Nervi nel 1959.
Secondo quanto emerso, il rilievo metterebbe direttamente in discussione l'idea sviluppata dallo studio Archea dell'architetto Marco Casamonti.
Secondo anello nel mirino: la Lazio corre contro il tempo
Per garantire la permanenza dell'anello esistente, il progetto prevede un secondo anello separato dalla struttura attuale, capace di inglobare l'arena mantenendola visibile grazie a particolari trasparenze tra i due livelli.
Le alternative appaiono tutt'altro che semplici. Il Flaminio non può essere demolito e qualsiasi soluzione che preveda una continuità strutturale con l'impianto esistente rischierebbe di scontrarsi nuovamente con le valutazioni della Soprintendenza.
Il rischio concreto è che, entro i trenta giorni previsti dall'iter amministrativo, con scadenza fissata al 9 luglio, il gruppo di lavoro scelto da Lotito sia costretto a modificare in maniera significativa il progetto già presentato ai 39 enti coinvolti nella Conferenza dei Servizi Preliminare.
I tempi sono estremamente ridotti e il presidente biancoceleste sarebbe pienamente consapevole della situazione.
Dopo il confronto istituzionale delle ultime ore, il dialogo entrerà ora nel vivo direttamente tra la Lazio e la Soprintendenza. Il club dovrà presentare una documentazione aggiornata che recepisca le prescrizioni ricevute.
Sarà quindi la stessa Soprintendenza a esprimersi sulle modifiche proposte. A Formello il clima resta di forte attesa e preoccupazione. In caso di parere negativo, il progetto Flaminio potrebbe interrompersi rapidamente, forse addirittura prima della fine dell'estate.
Dal punto di vista procedurale, la data del 9 luglio rappresenta un termine decisivo. Una volta ricevuta la nuova documentazione, la Soprintendenza sarà chiamata a pronunciarsi definitivamente. In questo passaggio il ruolo del sindaco Roberto Gualtieri risulta sostanzialmente nullo, poiché la competenza finale spetta esclusivamente alla Soprintendenza.





