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Filippo Galli, ex responsabile settore giovanile Milan: Daniel Maldini, acquisto importante e di qualità per la Lazio, giocatore di talento con capacità di gioco, estro, in grado di saltare uomo con vena realizzativa, ambiente stimolante.

Queste le sue parole ai microfoni di Lazio Style Radio:

Che tipo di giocatore è e quali sono le sue caratteristiche principali?
 

È un classe 2001 che ha sempre avuto talento. Al di là del background familiare, ha dimostrato fin dal settore giovanile una grande capacità di leggere il gioco, vedere linee di passaggio non comuni, avere estro, saltare l’uomo e possedere una buona vena realizzativa.

Quali erano gli aspetti su cui doveva migliorare all’inizio della carriera?
 

In passato gli è mancata soprattutto la continuità della prestazione nell’arco dei novanta minuti, un limite legato anche al lavoro settimanale. Con il tempo è cresciuto molto sotto questo profilo ed è maturato sia mentalmente sia fisicamente.

Che tipo di acquisto rappresenta per la Lazio?
 

È un acquisto importante e di qualità. Inserito in un’organizzazione ben definita, il suo talento può essere valorizzato e messo nelle condizioni migliori per rendere.

Qual è la sua collocazione ideale in campo?
 

È un giocatore offensivo. In passato ha giocato spesso partendo da sinistra per poi accentrarsi, ma oggi può essere impiegato anche da mezzala in un centrocampo a tre o sugli esterni, preferibilmente a sinistra.

Dove può esprimere al meglio le sue qualità?
 

l più vicino possibile alla porta. In quella zona può sfruttare l’estro, la capacità di saltare l’uomo, di concludere a rete o di servire assist.

Quanto può incidere la presenza dell’allenatore nel suo percorso di crescita?
 

Moltissimo. Trovare un allenatore con idee chiare e una forte identità di gioco rappresenta un’opportunità ideale per un giocatore con le sue caratteristiche.

Le esperienze precedenti quanto lo hanno aiutato a maturare?
 

I contesti competitivi in cui ha giocato lo hanno aiutato a crescere, migliorarsi e maturare sotto ogni punto di vista, rendendolo oggi un calciatore più completo.

In che fase della carriera si trova attualmente?
 

È probabilmente in uno dei momenti migliori della sua carriera, con ancora margini di apprendimento e crescita importanti.

Può diventare un giocatore determinante?
 

Sì, può fare la differenza, a patto di guadagnarsi continuità e spazio. È un giocatore che può essere sia bello da vedere sia efficace.

Quanto può pesare l’ambiente e la pressione?
 

Non è un contesto semplice, ma le difficoltà possono essere stimolanti. Se affrontate con la giusta determinazione, possono aiutare a tirare fuori il meglio.

Le motivazioni da dove devono nascere?
 

Devono essere innanzitutto interiori. L’ambiente può aiutare ad attivarle, ma è il giocatore che deve trovare dentro di sé la voglia di dimostrare il proprio valore.

Il discorso Nazionale può rappresentare uno stimolo?
 

Sì, ma prima di tutto conta rendere nel club. Se arrivano prestazioni e risultati, anche l’attenzione del commissario tecnico può crescere.

Può essere utilizzato anche in ruoli alternativi?
 

Sì, può giocare anche come falso nove, perché è un giocatore intelligente, che conosce il gioco e sa favorire gli inserimenti dei compagni.

 

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