Nonostante la pesante sconfitta contro il Sassuolo, la Dea sta vivendo un periodo positivo anche grazie all’arrivo di Raffaele Palladino. È l’unica italiana ancora in corsa su tutti i fronti e spesso si dimostra un avversario ostico: che giudizio dai al suo cammino finora?

Nel modo più assoluto credo che la crescita della squadra sia dovuta a questo allenatore, a Palladino. Credo che l'Atalanta prima con Juric pensava di aver trovato una giusta continuità al lavoro fatto da Gasperini, invece, è probabilmente incappata in qualche situazione anche spiacevole dove non è riuscita poi a rimediare. Credo che Palladino abbia già dimostrato di far bene, l'ha fatto alla Fiorentina, l'ha fatto a Monza. Credo che Galliani all'epoca, nel momento in cui l'ha messo in prima squadra al Monza, abbia avuto una visione futuristica di quello che è l'allenatore perché sembrava all'inizio una scelta un po' azzardata, invece probabilmente ha visto lungo, come spesso capita con chi sa di calcio e con chi vive il calcio. Credo che il merito sia sicuramente di Palladino ma nel frattempo anche della società che ha saputo sceglierlo e che gli sta dando tranquillità nel lavoro.

Al contrario, la Lazio sembra vivere una fase di regressione o comunque di involuzione: il futuro di Sarri è sempre uno dei temi più caldi in questo momento data la frattura con la società, nonostante la stessa dirigenza abbia spesso smentito. A fine stagione cosa ti aspetti?

Onestamente penso che probabilmente anche Sarri nel momento in cui è arrivato alla Lazio abbia incontrato tante difficoltà, non per tornare sui problemi che ha avuto, però le difficoltà sono state tante. Credo che questo finale di stagione andrà a delineare quello che sarà l'inizio della prossima, compreso poi l'allenatore. Al di là dei risultati credo che contino tantissimo anche gli stimoli che ha un allenatore, perché le stagioni poi diventano belle, brutte, pesanti. Vedendola un pochino da fuori credo che per Sarri questa sia una stagione un po' pesante per tutto quello che è successo, quindi farà una valutazione a bocce ferme nel momento in cui sarà tutto finito. Probabilmente parlerà anche con la società per capire quelli che sono i programmi futuri, considerando poi che quest'anno credo che sia rammaricato su quello che è successo.

Un secondo anno senza Europa andrà inevitabilmente ad appesantire la situazione

C'è anche da dire questo, nel senso che effettivamente se uno vede un quelle che sono le avversarie, ci sono squadre che in questo momento stanno stanno facendo meglio, che stanno meglio, che sono più compatte. C'è il Como che ha una situazione un po' particolare però in questo momento purtroppo è un gradino o due sopra quello che è in questo momento la Lazio, questo bisogna dirlo per essere onesti.

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