Lazio, Zaccagni-Gattuso: il retroscena che ha convinto il capitano a restare
Gattuso ha puntato subito su Zaccagni: la chiamata prima di accettare la Lazio e il ruolo decisivo del tecnico nella sua permanenza.

Quando Mattia Zaccagni accelera, cambia anche il volto della Lazio. Il capitano è uno dei giocatori di maggiore qualità ed esperienza della rosa biancoceleste e Gennaro Gattuso lo aveva individuato sin dall'inizio come uno degli uomini fondamentali del suo nuovo progetto.
Secondo quanto riportato da Il Messaggero, già a fine maggio Gattuso aveva chiamato personalmente Zaccagni, addirittura prima di accettare la panchina della Lazio. L'obiettivo era chiaro: allontanare qualsiasi possibile pensiero d'addio del capitano e coinvolgerlo immediatamente nei suoi programmi per il rilancio biancoceleste.
Un rapporto che parte da lontano. Gattuso aveva infatti puntato molto su Zaccagni anche in Nazionale. Resta persino il dubbio su cosa sarebbe potuto accadere quel 31 marzo se l'esterno, fermato da uno stiramento, fosse stato disponibile nella sfida dei playoff contro la Bosnia terminata con l'eliminazione mondiale.
Lazio, il rapporto speciale tra Zaccagni e Gattuso
Quel passato è ormai alle spalle. Gattuso ha voltato pagina e oggi punta con decisione sul proprio capitano. Il tecnico, da buon calabrese e scaramantico, con la squadra al primo posto in classifica ha anche rinunciato alla conferenza da ex.
Tra Gattuso e Zaccagni si è creato un rapporto particolare. Lo stesso esterno ha spiegato: «Prima di essere un allenatore è un nostro amico».
Un legame confermato anche dall'entourage del calciatore. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, l'opera preventiva di convincimento dell'allenatore avrebbe avuto un peso importante nella decisione: «Mattia è rimasto a Roma soprattutto per l'allenatore».
Gattuso, del resto, aveva già indicato pubblicamente il ruolo che immaginava per Zaccagni, incoronandolo in sede di presentazione come «leader dello spogliatoio».
Zaccagni e la promessa alla Lazio: «Non mi muovo»
Il capitano ha dimostrato di voler ricoprire quel ruolo anche nei momenti più complicati. Dopo la pesante battuta d'arresto contro il Mantova, Zaccagni si è assunto le responsabilità per l'intero gruppo.
«È il punto più basso toccato da quando sono alla Lazio. Dobbiamo farci tutti un esame di coscienza, questo pugno in faccia deve servirci da lezione, non si è visto lo spirito ammirato per tutto il ritiro», ha spiegato.
Poi il messaggio rivolto alla squadra in vista del campionato: «Ripartiamo con un altro piglio in campionato e ognuno tiri fuori quello che ha dentro».
Zaccagni ha inoltre raccontato la propria posizione sul futuro. A giugno aveva parlato con il procuratore chiedendogli di risentirsi soltanto una volta concluso il mercato.
Dietro questa decisione c'è anche il desiderio di riscattare una stagione precedente vissuta con difficoltà: «Lo scorso anno ho vissuto una stagione complicata, non sono riuscito a dare quello che volevo e quindi mi sento in debito con i tifosi e la piazza».
Infine, la frase che chiude ogni discorso sul suo futuro e ribadisce la volontà del capitano della Lazio: «Non mi muovo».





