Lazio, flop abbonamenti senza precedenti: Olimpico sempre più vuoto
Pochissimi rinnovi nella prima fase della campagna abbonamenti: il club comunicherà i dati ufficiali il 21 luglio.

Lazio, la protesta dei tifosi continua: flop nella prima fase degli abbonamenti
L'Olimpico, secondo quanto riportato da Il Messaggero, rischia di presentarsi con tanti seggiolini vuoti anche nella prossima stagione. La prima fase della campagna abbonamenti Lazio si è chiusa con numeri molto lontani dalle aspettative e la protesta della tifoseria nei confronti della gestione di Claudio Lotito non mostra alcun segnale di rallentamento.
Secondo quanto trapela dai punti vendita, gli abbonamenti rinnovati durante la fase di prelazione sarebbero meno di cinquecento. Dal club, invece, filtra una stima leggermente superiore, con poco più di novecento tessere sottoscritte. I dati ufficiali, però, saranno comunicati soltanto martedì, al termine della seconda fase dedicata al cambio posto, in programma fino al 21 luglio.
Qualunque sia il numero definitivo, il risultato rappresenta comunque un netto passo indietro rispetto ai quasi 30 mila abbonati della passata stagione. Nella migliore delle ipotesi, meno di un tifoso su trenta avrebbe confermato il proprio posto allo stadio.
La protesta della Curva Nord coinvolge sempre più tifosi
Già al termine della scorsa stagione, e dopo l'addio di Maurizio Sarri, numerosi sostenitori avevano annunciato l'intenzione di non rinnovare l'abbonamento. Una scelta poi rafforzata dal comunicato diffuso il 5 giugno dal tifo organizzato.
I gruppi della Curva Nord hanno ribadito che non sottoscriveranno l'abbonamento e non assisteranno alle gare casalinghe di campionato e Coppa Italia. La decisione comporterà anche la perdita della prelazione sui posti occupati da anni, ma la protesta proseguirà. I tifosi hanno inoltre precisato che continueranno a seguire la squadra nelle trasferte e nei derby, sottolineando come la contestazione non sia rivolta ai giocatori né al nuovo allenatore Rino Gattuso, al quale è stato rivolto un messaggio di benvenuto.
Proiezioni, perdite economiche e strategie del club
Il clima attorno alla Lazio resta particolarmente teso. I primi dati indicano che molti sostenitori stanno aderendo alla protesta della Curva Nord, assente ormai dall'Olimpico già dallo scorso gennaio.
La media attuale di circa 60-100 abbonamenti sottoscritti al giorno, registrata nei primi otto giorni della campagna, porta a una proiezione finale compresa tra 3.000 e 5.000 tessere, senza considerare eventuali proroghe anche dopo l'inizio del campionato.
Uno scenario che potrebbe riportare il club vicino al record negativo del 2016, quando il giorno del lancio furono appena undici i rinnovi e la campagna si concluse con circa seimila abbonati, il dato più basso dell'era Lotito.
Dal punto di vista economico, il danno rischierebbe di essere molto pesante. Andrebbero infatti persi tra 7 e 8 milioni di euro di ricavi stagionali derivanti dagli abbonamenti, ai quali potrebbero aggiungersi le conseguenze della annunciata disdetta degli abbonamenti alle pay tv e della riduzione del sostegno all'indotto, tra sponsor, merchandising e realtà politiche vicine al presidente biancoceleste.
L'ostilità verso l'attuale gestione, dopo 22 anni, sembra aver raggiunto un livello senza precedenti. Claudio Lotito continua a ritenere che dietro la protesta ci sia una "macchinazione" finalizzata a spingerlo alla cessione della società. Nel frattempo prosegue anche l'inchiesta per atti persecutori: proprio ieri il Senato ha autorizzato l'acquisizione di telefonate e mail da parte della Procura.
Dopo la manifestazione che ha visto la partecipazione di circa 25 mila tifosi a Piazzale Ankara e gli Stati Generali del tifo laziale, il malcontento appare ormai molto esteso. I numeri della campagna abbonamenti confermano il momento di forte distanza tra società e tifoseria, alimentando ulteriori interrogativi sul futuro di un club che ha sempre basato il proprio modello sull'autofinanziamento.
Non a caso il presidente è impegnato su più fronti. Lunedì ha trascorso l'intera giornata in Campidoglio per cercare di risolvere le questioni legate alla Soprintendenza e sbloccare il progetto dello stadio Flaminio, con particolare attenzione al nodo del secondo anello.
Mercoledì ha invece cenato a Formello insieme alla squadra e al nuovo tecnico Gattuso, chiamato a guidare un gruppo già modificato dalle recenti cessioni.
Nel fine settimana, infine, Lotito volerà a New York con l'obiettivo di accelerare il percorso verso il Nasdaq e cercare nuovi finanziatori statunitensi. Il viaggio coinciderà anche con la finale del Mondiale, alla quale è stato invitato dal presidente della FIFA Gianni Infantino. Mentre il MetLife Stadium si prepara a registrare il tutto esaurito, l'Olimpico rischia invece di apparire sempre più vuoto.





