Photo by Grazia Neri/ALLSPORT via Onefootball
Photo by Grazia Neri/ALLSPORT via Onefootball

90 miliardi di lire fu la cifra per farlo approdare alla Lazio. Nel 2001 Gaizka Mendieta fu acquistato dal Valencia per una cifra da capogiro. Un vero e proprio colpaccio di mercato firmato Sergio Cragnotti, che tuttavia non ebbe gli esiti sperati. 

Sul miglior centrocampista d'Europa, premiato per ben due volte, le aspettative erano ben altre e per cui vestì per solo una stagione la maglia laziale, prima di esser ceduto in prestito prima al Barcellona e poi a titolo definitivo al Middlesbrough. Ad ogni modo, Mendieta mantiene ancora oggi un ottimo ricordo dei tifosi biancocelesti, nonostante quell'annata così sfortunata. Di seguito l'intervista rilasciata sulle colonne del Corriere dello Sport nell'edizione odierna.

Gaizka Mendieta al Corriere dello Sport

Sono stato il colpo da sogno e forse questo ha influito nelle aspettative, ma c'erano tanti nuovi giocatori, anche con un nuovo allenatore e era necessario un tempo per farmi adattare, ma che non mi è stato concesso. Se mi è pesato esser pagato tanto? Zero. La mia testa non ha mai pensato ai 90 miliardi. Avevo un’altra ossessione: vincere la Champions League. 

Cosa le piace della Serie A?

Che la Lazio è prima in classifica! Oggi l’Inter è davvero forte. Credo in Chivu ed è bello vedere ex giocatori diventare allenatori. Però mi fa un po’ di pena vedere l’Italia fuori da tre Mondiali. Se seguo ancora la Lazio? Vedo soprattutto i risultati.

Sulla contestazione contro la società

Sono tosti i laziali. Certe cose non cambiano mai… Ai miei tempi? Allo stadio erano presenti, ma erano anche molto esigenti. Con me il rapporto è stato sempre 10 su 10. Il loro sostegno è sempre stato al top, è tifoseria da sogno a prescindere dal risultato. Il giorno che ho lasciato la Lazio per andare al Middlesbrough eravamo in ritiro in montagna e gli ultras sono venuti alle 7 di mattina in albergo per salutarmi. Io mi ero preparato agli insulti. Avevano capito che non ero io a tirarmi indietro, era l’allenatore Mancini che non mi vedeva.

Gattuso ritrova Dele-Bashiru, visita riprogrammata per Gudmundsson