Photo by Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images via Onefootball
Photo by Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images via Onefootball

Da pochi istanti è arrivato l'esito ufficiale del tanto atteso Referendum per riformare la giustizia. Il No ha portato a casa una vittoria schiacciante sul Si: 53,7% contro il 46,3%. Un parallelismo sarà venuto in mente anche a tanti tifosi biancocelesti, che in “casa” Lazio si ritrovano allenatore e presidente di posizioni probabilmente opposte, ovvero Claudio Lotito, che oltre ad essere Presidente dei capitolini è anche senatore e Maurizio Sarri, mister della Lazio e persona che in varie occasioni ha esternato i suoi pensieri politici. Decisamente, da una parte il Si e dall'altra il No.

Lotito e il suo voto

Decifrare il voto di Claudio Lotito è abbastanza facile ed ovvio. Politico e senatore del partito Forza Italia ha appoggiato di conseguenza la scelta di riformare la giustizia del nostro paese nonchè di modificare la costituzione italiana. Tra l'altro il suo partito fa parte della coalizione di centro-destra appoggiando pienamente la Premier Giorgia Meloni. Va male per lui il risultato del Referendum e conoscendo il carattere di Lotito non l'avrà presa di certo bene.

Sarri, le sue idee e l'ipotetico voto

Maurizio Sarri, un referendum che forse lo avrà fatto esultare e non poco. Facciamo un passo indietro però. Lui, che come riportava La Gazzetta dello Sport, è un comunista vecchio stampo, con nonno partigiano e padre operaio, che sostiene con stima ed ammirazione Maurizio Landini (Segretario Generale della CGIL). Idee chiare e nette ma sopratutto da difendere con tutto se stesso. Eloquente l'episodio raccontato da alcuni, in primis la testimonianza di Adriano Galliani, dove i valori dell'allenatore toscano fecero saltare l'arrivo di Sarri al Milan ai tempi in cui Berlusconi era presidente. Facile ipotizzare la sua idea di voto sul Referendum concluso oggi.

Referendum sulla giustizia: il No stravince sul Si