Photo by Paolo Bruno/Getty Images
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Tra i protagonisti dell'incredibile avvio di stagione della Lazio c’è Reda Belahyane. In un'intervista a L’Équipe, il centrocampista marocchino classe 2004 ha raccontato la sua rinascita in biancoceleste. Dopo un periodo difficile e privo di spazio, il giovane talento ha esaltato l'impatto decisivo di Gennaro Gattuso sulla sua crescita, ritrovando finalmente fiducia, centralità e continuità di rendimento.

Sorpresa in vetta

Se il primo posto è una sorpresa? Sì. Visto com’è andata la scorsa stagione, nessuno avrebbe scommesso su di noi. È un risultato storico, ma noi giocatori non guardiamo la classifica. Cerchiamo di isolarci all’entusiasmo che c’è intorno a noi. La cosa più importante è continuare a lavorare. La salvezza? Ora puntiamo a qualcosa di più.

Orgoglio e smentite

Con tutti i problemi del club, il braccio di ferro tra tifosi e dirigenza, il blocco del mercato in entrata, in molti pensavano che ci saremmo ritrovati in zona retrocessione. È una bella soddisfazione smentirli. Stiamo affrontando ogni impegno con tutta la nostra aggressività e il nostro coraggio.

L'effetto Gattuso

La mia titolarità? È merito soprattutto dell’arrivo del mister. Mi ha dato molta fiducia. È una persona che ti spinge a voler lottare per lui. Ci trasmette quella grinta che aveva da giocatore. Ed è capace di mantenere tutto il gruppo coinvolto. Ascolta tutti. Non ti lascia marcire in panchina senza mai rivolgerti la parola; capisce subito se c’è qualcosa che non va. Trova del buono in ogni giocatore e si percepisce che è sincero.

La svolta personale

Se è il tipo di allenatore di cui avevamo bisogno? Direi di sì. Speravo di giocare già da tempo; due allenatori precedenti non mi hanno dato fiducia, probabilmente perché non rientravo nei loro principi di gioco. A un certo punto la fiducia svanisce e iniziano i dubbi. Gattuso mi ha rimesso in campo, facendomi capire che non ero lì per caso.

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