Stadio Flaminio, gli architetti raccontano il progetto Lazio: i nodi da risolvere
Archea Associati partecipa a Open! Studi Aperti mentre la Lazio rivede il progetto del Flaminio secondo le indicazioni della Soprintendenza.

Il progetto della Lazio per trasformare lo stadio Flaminio nella propria casa torna al centro dell’attenzione. Oggi, dalle 12 alle 15, lo studio Archea Associati, al lavoro sull’impianto, parteciperà a Open! Studi Aperti. L’appuntamento arriva dopo le indicazioni della Soprintendenza, che hanno portato i tecnici biancocelesti a rivedere radicalmente la prima versione del progetto.
La riqualificazione dello storico stadio romano, attualmente inutilizzato, prevede un investimento complessivo di circa 437,5 milioni di euro. La revisione riguarda soprattutto altezza e dimensioni della futura struttura: la Lazio deve trovare una soluzione che rispetti le prescrizioni ricevute.
Archea Associati a Open! Studi Aperti
Open! Studi Aperti è un’iniziativa promossa dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) per avvicinare il pubblico al mondo dell’architettura. All’edizione partecipa anche l’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia: attraverso incontri e iniziative dedicate, gli studi aderenti racconteranno attività, progetti ed esperienze professionali.
Tra questi c’è Archea Associati, impegnato sul progetto del Flaminio per la Lazio. A riportare l’iniziativa è l’edizione romana del Corriere della Sera. L’appuntamento si inserisce in una fase in cui resta alta l’attesa per la futura configurazione dell’impianto.
Flaminio, le modifiche richieste al progetto della Lazio
Le indicazioni della Soprintendenza chiedono di preservare la visibilità della storica pensilina e di ridurre di circa dieci metri l’altezza complessiva della struttura. L’obiettivo è evitare che il nuovo stadio interferisca visivamente con l’Auditorium Parco della Musica e il Palazzetto dello Sport.
La scorsa settimana il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha richiamato le prescrizioni: mantenere la tribuna coperta e impedire che i piloni del nuovo secondo anello coprano il profilo esterno del Flaminio. Il primo progetto prevedeva circa 50mila posti; con il ridimensionamento richiesto, la capienza dovrebbe scendere intorno ai 40mila spettatori.
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