La nuova Serie A funziona: più tempo effettivo, arbitri protagonisti e meno Var
La rivoluzione in Serie A ha portato ad un maggiore tempo effettivo di gioco e una riduzione dell'utilizzo del VAR

Il campionato di Serie A ha cambiato volto e i numeri lo confermano chiaramente. Come riportato dall'edizione odierna de Il Messaggero, nelle prime tre giornate il tempo effettivo di gioco è salito a una media di 58’01" (con Atalanta-Bologna che ha segnato il record con 69'01"), superando nettamente i 54’28" registrati nella scorsa stagione. A spingere verso questa svolta sono stati i club e il calcio internazionale, decisi a ridurre al minimo le interruzioni e a dare un nuovo ritmo alle partite.
Più protagonismo agli arbitri e meno tempo perso
La linea tracciata dal designatore Orsato punta a rimettere l’arbitro al centro del gioco e a rendere il Var un accessorio e non il protagonista. Il piano funziona grazie a una gestione più rigida dei tempi morti, tra rinvii, rimesse e piccoli infortuni: basta la regola del minuto fuori dal campo per scoraggiare le perdite di tempo e velocizzare le riprese. Tra le novità, inoltre, spiccano i conti alla rovescia di cinque secondi sulle rimesse laterali e di dieci per le sostituzioni.
Le sfide della nuova stagione e la prova atletica
Il vero banco di prova per l'Aia sarà mantenere questa linea di rigore anche quando le pressioni delle società aumenteranno per episodi al di là del limite. Questo nuovo corso, inoltre, richiede una preparazione atletica superiore, che andrà a premiare le squadre più attrezzate e con panchine più lunghe, capaci di ribaltare il risultato nei minuti finali.





