Stefano Pioli - Via onefootball (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)
Stefano Pioli - Via onefootball (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Stefano Pioli si assume la responsabilità dell’esperienza alla Fiorentina, respinge l’idea di essere arrivato alla fine della carriera e punta a tornare ad allenare, preferibilmente in Serie A. Secondo quanto riportato da SportMediaset, In un’intervista al Corriere dello Sport, ripercorre l’esonero a Firenze, le offerte ricevute e gli anni al Milan, fino allo scudetto conquistato nel 2022.

La Fiorentina: gli errori ammessi e il giudizio sulla squadra

A più di un anno dalla breve avventura toscana, Pioli non cerca alibi. Ritiene che le responsabilità siano state quasi esclusivamente sue. Era tornato a Firenze con entusiasmo, energia e fiducia, ma pensa di avere sopravvalutato alcune situazioni. A suo giudizio, alzò troppo le aspettative e comunicò male, finendo per mettere la squadra sotto pressione.

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Pioli precisa anche come si concluse il rapporto con la Fiorentina: dopo l’esonero arrivò una rescissione consensuale, con la rinuncia a un anno di contratto.

Guardando alla squadra attuale, esprime stima per il direttore sportivo Paratici. Secondo lui, la Fiorentina ha alzato il proprio livello, cambiando e spendendo molto; considera comprensibili le difficoltà iniziali. Tra i giocatori cita Atta, che apprezza nonostante stia trovando poco spazio. Quando era all’Udinese, Pioli pensava potesse approdare in Inghilterra o in una grande squadra.

Quanto al futuro, l’allenatore sostiene di sentirsi ancora giovane e in grado di dare molto, pur riconoscendo che l’ultima esperienza è andata male. Non si riconosce nell’etichetta di tecnico finito e osserva quanto rapidamente possano cambiare i giudizi sui social, anche dopo due vittorie. Vorrebbe restare in campo fino a 70 anni, come ha più volte detto, lasciando aperta la valutazione su ciò che accadrà in seguito.

Pioli prende in considerazione anche l’estero, ma preferirebbe lavorare in Italia, dove vuole dimostrare ancora il proprio valore. Dice di aver ricevuto molte proposte dall’estero, nessuna però da Spagna, Inghilterra o Francia. In Italia ci sono stati alcuni contatti, senza offerte che giudichi particolarmente forti.

Lo scudetto del Milan e il rapporto con Ibrahimovic

Del periodo al Milan, Pioli conserva soprattutto il ricordo dello scudetto del 2022, che considera il culmine del percorso costruito insieme alla squadra. Parla delle emozioni e delle gratificazioni vissute, ma anche dei momenti difficili in un ambiente come Milanello, che descrive come particolare. Ricorda i rapporti rimasti con i giocatori e attribuisce un ruolo fondamentale al sostegno ricevuto da Massara e Maldini.

Un posto centrale nel racconto spetta a Zlatan Ibrahimovic. Pioli distingue il personaggio pubblico dal compagno di lavoro conosciuto nello spogliatoio e ne sottolinea l’intelligenza calcistica. Ricorda che, al suo arrivo, lo svedese si presentò a Milanello alle sette di sera. Aveva male a un ginocchio e i due si incontrarono nell’ufficio dell’allenatore: Ibrahimovic gli chiese chiarezza nel rapporto, garantendogli rispetto e sostegno. Secondo Pioli, quell’intesa fu mantenuta.

Tra loro ci fu un solo diverbio, che il tecnico attribuisce a un proprio errore di comunicazione. Ibrahimovic, aggiunge, alzò il livello degli allenamenti e dell’attenzione, contribuendo a dare una mentalità alla squadra. Per Pioli, la presenza di giocatori così facilita il lavoro dell’allenatore: sia Zlatan sia Kjaer furono decisivi per poter puntare al titolo.

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