Lazio, Gattuso a DAZN tra tifosi, Gudmundsson e Frattesi: “Ho un sogno all’Olimpico”
Il tecnico biancoceleste parla di mentalità, mercato, Gudmundsson e Frattesi e svela il suo grande sogno per l’Olimpico.

Gennaro Gattuso racconta la sua nuova Lazio, il percorso iniziato a Formello e soprattutto il rapporto con una tifoseria della quale dice di percepire quotidianamente l'amore. Il tecnico biancoceleste ha affrontato diversi temi, dal progetto tecnico al mercato, passando per Gudmundsson e Frattesi, fino al desiderio di tornare un giorno a vedere l'Olimpico pieno.
Nel corso di una lunga intervista ai microfoni di DAZN, Gattuso ha spiegato quale sia il vero obiettivo della sua Lazio: prima ancora della posizione finale in classifica, costruire una squadra con una mentalità precisa e un'identità riconoscibile.
Il tecnico è tornato anche sul rapporto con i tifosi. L'immagine dell'Olimpico vuoto lo colpisce particolarmente e Gattuso non nasconde il suo sogno: poter vivere nuovamente lo stadio pieno, non soltanto in occasione del derby.
Gattuso e la nuova Lazio: “L'obiettivo è creare una mentalità”
Gattuso è partito dall'esperienza con la Nazionale italiana per poi soffermarsi sulla scelta di accettare la Lazio: “Ora la Lazio, che è un grande club. Sapevo bene le difficoltà ambientali e tante altre difficoltà. Sono venuto con grande voglia e senso di appartenenza sia io che il mio staff. Mi trovo a mio agio e dobbiamo continuare, c'è tanta gente che ama questo club, lo tocco con mano”.
L'allenatore ha ricordato come fin dall'inizio avesse parlato di “elmetto e tantissimo impegno”, sottolineando l'orgoglio di essere alla Lazio. La sconfitta contro il Mantova, per Gattuso, non ha modificato il percorso intrapreso.
“Mi hanno chiesto dove può arrivare questa Lazio, ma io ho sempre detto che non si tratta di dove può arrivare, ma di creare un ambiente positivo a Formello e una mentalità sapendo dove vogliamo andare. Non è importante dove arriveremo, ma la mentalità”.
L'eliminazione in Coppa Italia resta comunque una ferita. Gattuso ammette che uscire al primo turno “fa male e brucia”, ma ribadisce come pregi e difetti facciano parte del processo di crescita. Per costruire una mentalità, infatti, non basta soltanto il lavoro sul campo: bisogna anche credere in quello che si sta facendo.
“Ora la Lazio, che è un grande club. Sapevo bene le difficoltà ambientali e tante altre difficoltà. Sono venuto con grande voglia e senso di appartenenza sia io che il mio staff. Mi trovo a mio agio e dobbiamo continuare, c’è tanta gente che ama questo club, lo tocco con mano. Da subito avevo parlato di elmetto e tantissimo impegno, continuiamo su questa strada qua. È un orgoglio essere qui. Non è cambiato nulla dopo la sconfitta contro il Mantova, è un percorso. Mi hanno chiesto dove può arrivare questa Lazio, ma io ho sempre detto che non si tratta di dove può arrivare, ma di
creare un ambiente positivo a Formello e una mentalità sapendo dove vogliamo andare. Non è importante dove arriveremo, ma la mentalità. La partita con il Mantova ci sta in un percorso, poi è ovvio che fa male e brucia, soprattutto uscire al primo turno così. Abbiamo ancora i nostri pregi e
difetti e forse li avremo sempre, ma c’è bisogno di creare una mentalità che te la può portare non solo il lavoro dentro al campo ma anche credere in ciò che si fa.
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