Tavares: "A un certo punto, dopo il gol, ho guardato Zaccagni e lui ha guardato me e abbiamo annuito come per dire: 'Si, la ribaltiamo'..."
"L'anno scorso è stato molto importante per me, anche perché avevamo un modo di giocare più difensivo con Sarri..."

Nuno Tavares è stato intervistato ai microfoni ufficiali del club, ha raccontato la vittoria in trasferta ad Udine e ha lasciato delle dichiarazioni in occasione della prossima gara di campionato, Lazio-Milan, che si giocherà sabato 12 settembre alle ore 18:00.
Nuno, la vittoria di Udine, arrivata in rimonta, quanto entusiasmo ha trasmesso in voi?
È stata molto positiva la risposta che siamo riusciti a dare dopo aver subito il gol. Anche io in campo, sentivo che avevamo ancora le gambe per continuare a correre e per riuscire a ribaltare la partita. A un certo punto, dopo il gol, ho guardato Zaccagni e lui ha guardato me e abbiamo annuito come per dire: 'Si, la ribaltiamo', Lo spirito della squadra, così come giocatori che sono entrati, ci hanno aiutato tantissimo ed è stato fondamentale per Ia nostra vittoria. Penso che non dobbiamo prendere questa partita come un esame. Credo che la prova contro l'Udinese sia stata molto positiva, anche perché è una squadra forte, molto fisica,e non è facile giocare contro di loro soprattutto in trasferta.
Quanta curiosità c'è nell'affrontare una squadra come il Milan, è un modo per calibrare anche la forza del vostro gruppo?
Penso che sarà una bella partita. Il Milan è una squadra che sta crescendo, sta giocando un buon calcio, che ha giocatori di qualità e un allenatore molto bravo, che fa giocare bene la squadra. Siamo ben preparati e molto fiduciosi, perché abbiamo giocatori e uno staff che possono aiutarci a ottenere la vittoria.
Il Tavares di oggi, quanto è maturato, tatticamente e mentalmente nel sapersi gestire in partita?
L'anno scorso è stato molto importante per me, anche perché avevamo un modo di giocare più difensivo con Sarri. Ho dovuto migliorare sotto altri aspetti, oltre a quello difensivo, perché la stessa fase era fondamentale, così come saper gestire i ritmi della partita. Ed è stato proprio questo: credo che la fase difensiva mi abbia aiutato molto ad imparare a gestire la gara.
Quanto conta per te la fiducia di un allenatore, quanto c'è di tuo in questo avvio di stagione e quanto merito ha Gattuso?
È sempre fondamentale avere la fiducia dell'allenatore. Credo che ogni giocatore abbia bisogno di sentirsi importante attraverso le parole del tecnico, la fiducia che può dare al singolo giocatore e alla squadra. Penso che questo sia fondamentale per noi giocatori. La qualità più grande del mister è la trasparenza, l'onestà e il fatto che sia molto diretto con noi. C'è sempre un grande rapporto di amicizia, è una persona sempre solare e allegra. Questo è positivo per il gruppo.
Tanti allenatori hanno sottolineato come tu abbia 'un motore' diverso dagli altri, perciò nulla ti è precluso. Questo ti gratifica o ti stimola?
Sì, effettivamente, se sto bene fisicamente, credo che tutti sappiano che posso aiutare la squadra. Sto lavorando molto anche fuori dal campo per riuscire a preparare il mio corpo perché percorro molti chilometri ad alta velocità, con tante ripetizioni. Quindi, se il mio corpo non è pronto, forse non riesco a dare il 100%, ma è qualcosa su cui stiamo lavorando tutti. E sì, sono molto contento che lui creda nelle mie capacità e che dica che ho un grande motore. Anch'io credo che sia così.
Lazio-Milan rievoca bei ricordi per te, doppio assist, fu l'inizio della tua storia con la
Lazio...
Sì, è stata una buona partita. Era la mia prima gara e avevo la fiducia dell'allenatore e dei miei compagni. Man mano che la partita andava avanti, mi sono sentito molto più sicuro e ho
sentito di poter essere importante. Credo che sia stato un buon inizio e spero che possa succedere di nuovo.





