Nesta a 360°: tra passato, futuro, la Lazio, Sarri e Lotito
È un Alessandro Nesta che si racconta a 360° quello intervistato da Giorgia Rossi nel programma Giorgia's Secret in onda su DAZN

Addio alla Lazio?
Qualche tifoso della Lazio secondo me ancora non ha capito. Il laziale è fatto così, è abituato a soffrire, gli piace la sofferenza e la negatività a volte. Preferisce ricordare magari un derby perso 5-1 che 300 partite giocate in un certo modo, oppure che ci sono sempre stato quando c'era casino… ma a me va bene, non devo piacere a tutti. L'importante è che mia moglie e i miei figli pensano che sono un bravo ragazzo, per il resto 'sti cavoli' di quello che pensa la gente. Spero che mi ricordino come una persona seria e come una brava persona, questo è quello che insegno ai miei figli. Io dovevo giocare solo alla Lazio, da bambino non mi vedevo con nessun'altra maglia. Noi romani siamo legati alla città e anche poco curiosi a quello che c'è fuori, sbagliando. Andare in un altro posto ti fa crescere. Io ero molto chiuso, la mia famiglia era tutta della provincia di Rieti venuta a Roma per fare i ferrovieri. Anni fa ero un'altra persona, avevo il quartiere e basta. Poi sono sbocciato.
Allenare la Roma?
No, mai. Non si può fare, no. Mai, questo è sicuro. La Lazio? Ho paura di amarla troppo, mi farebbe perdere lucidità. Poi non si sa mai. Speriamo che non capiti. La prossima estate? Speriamo che non arrivi mai. Prima c'è da mettere apposto qualcosa, non è il momento.
Lotito?

L'ho visto ieri sera al ristorante, stavo con due miei amici. L'ho incrociato, stava al telefono, manco mi ha visto mi sa. L'ho salutato ma non so… Secondo me verrà ricordato meglio rispetto al pensiero di oggi, però adesso ci sono un po' di problemi.
I tifosi?
La Lazio è fatta per i tifosi. Noi facciamo intrattenimento, se le persone non ci sono… è come un attore che va sul palco e non c'è nessuno.
Sarri?
Non è una questione di allenatore, puoi portare chi vuoi ma è un problema che deve risolvere la società. L'allenatore deve fare il suo, ma il club deve risolvere quello che si è rotto.





