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Pedro, la nuova chiave tattica

Sarri riparte dal suo fedele 4-3-3, ma con un 4-2-3-1 già pronto come alternativa. La novità più interessante è l’impiego di Pedro tra le linee, soluzione sperimentata a Como e ora proposta con maggiore convinzione. A 38 anni lo spagnolo fatica a tenere il ritmo da esterno, ma da trequartista può ancora fare la differenza con assist, rapidità e fantasia al servizio dei centravanti. Baroni lo aveva già provato in quella posizione, Sarri gliel’aveva promesso: ora sembra davvero il momento giusto per valorizzarlo in un nuovo ruolo.

Mentalità e adattabilità prima dei moduli

Pedro resta l’uomo-simbolo della Lazio: 14 reti nella scorsa stagione, di cui 9 entrando dalla panchina, confermano la sua importanza. Ha accettato di essere una riserva di lusso, spinto solo dall’ambizione e dal desiderio di vincere ancora. 

Gioco 25 minuti e mi diverto, 

confessa, consapevole dei limiti fisici ma con la stessa fame di sempre. Per Sarri la priorità resta la solidità mentale più che lo schema: senza motivazioni non si vince. Con il rientro di Rovella e il ballottaggio tra Dele-Bashiru e Belahyane, il tecnico pretende una squadra capace di adattarsi, soffrire e reagire. Dopo la prova di Como ha visto segnali incoraggianti: meno rigidità, più apertura. Ora si attende Verona, per il primo vero test della nuova era.

Il Corriere dello Sport

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