La Lazio arriva a Torino davanti alla Juventus

Domenica, a Torino, la Lazio potrà affrontare la Juventus dall’alto dei suoi 16 punti. È una posizione che i biancocelesti non occupavano dai tempi del primo Sarri in panchina. Il dato di classifica, però, racconta solo una parte del momento della squadra.

Secondo quanto riportato da Il Messaggero, la novità più evidente riguarda il modo in cui la Lazio trova la rete: l’attacco non dipende più da un solo giocatore e il contributo offensivo si è distribuito.

Undici gol, con dodici giocatori coinvolti

Nelle prime sei giornate la Lazio ha segnato 11 gol, con 12 giocatori coinvolti nelle reti. Tra chi ancora mancava all’appello c’erano Pinamonti e Isaksen: anche loro si sono sbloccati. Per gli avversari, dunque, non basta concentrare l’attenzione sul centravanti.

La continuità è un altro elemento del bilancio: nelle ultime quattro partite i biancocelesti hanno segnato almeno due gol per gara. Hanno continuato a creare occasioni anche quando non sono riusciti a concretizzarle, come mostra il palo colpito da Isaksen contro il Monza. Una sequenza offensiva simile mancava da quattro anni, ai tempi di Milinkovic, Luis Alberto, Felipe e Immobile.

Nella pagina successiva: La difesa: quattro gol subiti e una questione aperta

Lazio verso la Juve, Cancellieri rassicura i tifosi: chi può recuperare
Gattuso su Nuno: «Il clic è tutto suo». Il gol e il nodo della continuità