malagò abete
Photo by Claudio Villa/Getty Images)

FIGC, giorno decisivo: Malagò favorito per la presidenza davanti ad Abete

Il calcio italiano si prepara a una giornata destinata a segnare il futuro della Federazione. Oggi, 22 giugno, l'assemblea elettiva della FIGC è chiamata a eleggere il nuovo presidente tra Giovanni Malagò e Giancarlo Abete.

La sfida arriva in una fase particolarmente delicata per il movimento nazionale, ancora alle prese con le conseguenze della mancata qualificazione al Mondiale e con la necessità di avviare una nuova fase dopo la riforma statutaria del 2024.

Alla vigilia del voto, i numeri sembrano premiare Malagò, sostenuto da una larga parte delle componenti federali. Tuttavia, il peso della Lega Nazionale Dilettanti e l'incognita Lega Pro mantengono aperta la corsa.

Presidenza FIGC, come funziona il voto dell'assemblea

Saranno 273 i delegati chiamati a esprimere la propria preferenza attraverso un sistema elettronico a scrutinio segreto. I voti ponderati complessivi saranno 516.

Per essere eletti sarà necessaria la maggioranza assoluta, pari al 50% più uno dei voti validi. Il regolamento prevede fino a un massimo di tre scrutini.

Sulla carta, il candidato favorito è Giovanni Malagò. L'ex presidente del CONI ha ottenuto l'appoggio ufficiale della Lega Serie A (18%), della Lega Serie B (6%), dell'Associazione Italiana Calciatori (20%) e dell'Associazione Italiana Allenatori Calcio (10%), raggiungendo una base teorica pari al 54% del consenso.

Giancarlo Abete, invece, può contare soprattutto sul sostegno della Lega Nazionale Dilettanti, che rappresenta il 34% del peso elettorale. Resta invece senza una posizione ufficiale la Lega Pro, il cui 12% potrebbe risultare determinante.

Malagò e Abete, due programmi diversi per il futuro del calcio

Nel programma "Uniti per il futuro del calcio italiano", Malagò propone una visione orientata alla modernizzazione del sistema. Tra gli obiettivi figurano il rafforzamento della sostenibilità economica dei club professionistici, l'aumento dei ricavi commerciali e internazionali, una revisione della distribuzione dei diritti audiovisivi, una maggiore autonomia per le leghe e un piano di investimenti dedicato a stadi e infrastrutture.

Abete punta invece sulla continuità e sul rafforzamento del calcio di base. Il suo programma valorizza il ruolo della Lega Nazionale Dilettanti, il sostegno alle società dilettantistiche, una riforma graduale dei campionati, investimenti negli impianti di piccole e medie dimensioni e maggiore attenzione a settori giovanili e formazione tecnica.

Negli ultimi due mesi e mezzo, Malagò ha costruito una vasta rete di consensi attraverso incontri e confronti con le diverse componenti del movimento calcistico. La sua candidatura ha preso slancio dopo la crisi della Nazionale culminata con la nuova mancata qualificazione al Mondiale.

Il primo sostegno importante è arrivato dalla Serie A, seguito da quello di calciatori, allenatori e successivamente della Serie B. Anche alcuni comitati regionali, tra cui quello lombardo, hanno deciso di sostenere l'ex numero uno del CONI.

Nelle scorse settimane si è discusso anche della sua eleggibilità a causa del tema del cosiddetto pantouflage. La questione è stata però definitivamente superata dopo il parere favorevole espresso dall'Autorità Nazionale Anticorruzione, che ha confermato l'assenza di impedimenti alla candidatura.

Alla vigilia dell'assemblea non sono mancate le tensioni. Il provvedimento governativo che trasferisce l'1% della mutualità dei diritti televisivi dalla FIGC alla Serie A femminile ha infatti generato malumori nella Lega Pro e nella Lega Nazionale Dilettanti.

Un elemento che potrebbe incidere sugli equilibri finali e che, secondo gli osservatori, potrebbe rafforzare ulteriormente il consenso verso Malagò.

L'assemblea elettiva in programma al Rome Cavalieri Waldorf Astoria dovrà ora trasformare gli orientamenti politici in voti effettivi. Se i numeri della vigilia verranno confermati, Giovanni Malagò diventerà il nuovo presidente della FIGC, con il compito di affrontare da subito le principali sfide del calcio italiano: il rilancio della Nazionale, la scelta del nuovo commissario tecnico, la riforma del sistema calcistico e la costruzione di un modello più sostenibile e competitivo.

Dal 2 al 5 luglio l'appello della Curva Nord: ecco cosa sta succedendo
Ultim'ora, Malagò è il nuovo presidente della FIGC