Maurizio Sarri è così: nel primo anno semina, nel secondo raccoglie e brinda. E' successo già ad Empoli e Napoli, potrebbe succedere anche alla Lazio. Allenando due anni di fila la stessa squadra ha migliorato il piazzamento in classifica o lo score di punti. A Sarri serve tempo. Deve averne per farsi conoscere e trasferire la sua filosofia.

A Empoli nel 2012-13, in Serie B, ottenne 73 punti e il quarto posto. L'anno successivo, sempre nella serie cadetta, conquistò un punto in meno, ma fu promosso in Serie A. Due anni dopo andò al Napoli, in cui il primo anno (2015-16) arrivò al secondo posto con 82 punti, mentre nel secondo arrivò terzo, ma con 86 punti. Al momento, la sua Lazio è quarta alla settima giornata con 14 punti, 3 in più dell'anno scorso in cui era sesta. Un anno fa aveva subito 12 gol, ora 5. E' l'unica tra le big ad avere il saldo migliore.

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Per il Sarrismo un anno zero c'è sempre, lo stesso mister lo aveva annunciato il giorno in cui era arrivato a Formello. Nonostante il crollo in Danimarca in Europa League, Sarri è riuscito a portare la Lazio oltre i suoi limiti, specialmente difensivi. Si lavora sulla tattica e sulla tecnica: i risultati si ottengono insieme alla crescita dei giocatori, vedi Patric, Cataldi, Zaccagni e un Felipe Anderson più concreto. Può succedere anche con i nuovi.

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Il Corriere dello Sport
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