Terminata la conferenza di presentazione davanti ai giornalisti presenti, Gennaro Gattuso è intervenuto anche ai microfoni ufficiali della società. Di seguito le sue parole a Lazio Style Channel.

Può essere questa sfida con la Lazio anche l'occasione per riavere indietro qualcosa a livello di fortuna da tecnico? Perché negli ultimi anni le cose a livello di episodi non hanno girato dalla sua parte. 

Fa parte del calcio, nel senso gli episodi sono una componente del mondo sia nella vita che nel mondo del calcio. Il calcio rispecchia la vita. Bisogna continuare, bisogna seminare, perché se non semini si raccoglie poco. Sicuramente bisogna continuare, credere fortemente in quello che si fa e dopo vedremo.

Vedendo una Lazio nei tempi recenti, vedremo una squadra più simile a quella di due anni fa che punterà più ad andare all'attacco? 

A me mi piace Maurizio (Sarri, ndr), è un maestro sulla difesa 4, sulla linea e sicuramente io sono un allenatore che mi piace rompere un po' di più, mi piace andare con il baricentro di difesa un po' più alto e sicuramente vedremo qualcosa di diverso.

Tanti calciatori li conosce già molto bene, cosa chiede a Rovella e Zaccagni che lo scorso per vari motivi e non hanno offerto il loro rendimento migliore? 

Ma non solo loro fanno parte della squadra, sicuramente li conosco bene, li ho chiamati in Nazionale quando stavano bene e so quelle che possono dare. Io penso che, come ho detto già prima, non solo loro due, noi abbiamo una rosa di 25-26 giocatori e penso che dobbiamo riuscire a formare un gruppo che ha voglia di lavorare, che ha voglia di stare insieme e dopo riportarlo in campo.

Il fatto che sia nato il 9 gennaio come la Lazio può essere un buon auspicio? 

Lo spero, dopo la fortuna la deve costruire e se la deve andare a cercare. Sono contento che siamo nati, io sono nato lo stesso giorno della Lazio, la Lazio è nata molto prima di me, speriamo bene. 

E l'ultima, a prescindere poi dai risultati, sarà felice se vedrà cosa nella sua Lazio con la speranza anche di recuperare poi i tifosi? 

Quello che ho detto prima, il fatto di riuscire a far tornare la gente allo stadio, so che è molto difficile però questo è un obiettivo, e di vedere una squadra che quando vince o quando perde da quella sensazione che ha dato tutto, da quella sensazione di aver lasciato tutto sul campo e che forse un episodio o qualcosa è andato storto.

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