(Photo by Yves Herman - Pool/Getty Images via Onefootball
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La Serie A è divisa sulla presidenza della Figc. Secondo quanto riportato da Corriere dello Sport, Una parte dei club valuta Adriano Galliani come alternativa a Giovanni Malagò, mentre il termine per presentare le candidature scade il 4 novembre 2026. Malagò sostiene di poter contare su tredici voti e avverte che, senza un candidato condiviso, la frattura sarebbe enorme.

Galliani, l’ipotesi sostenuta da una parte dei club

L’ipotesi Galliani nasce all’interno del sistema calcio, non da un’iniziativa del governo. Alcuni precedenti sostenitori di Malagò guardano al senatore di Forza Italia, forte della sua esperienza nel calcio e di un profilo ritenuto gradito anche alla politica. Il rapporto con le istituzioni conta nel confronto, perché il calcio chiede da anni aiuti economici.

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Tra i motivi di distanza dall’attuale commissario ci sono alcune sue scelte. Gli viene contestato di aver agito autonomamente sul commissario tecnico, mentre diversi club avrebbero voluto Conte. Pesano anche la nomina di Bianchedi a capodelegazione, seguita dalle sue dimissioni, e i tempi della decisione sul segretario generale. Malagò si separerà da Brunelli, ma non è certo che l’incarico passi a Viglione.

Ad aprile la Serie A aveva sostenuto Malagò compatta, con la sola eccezione della Lazio di Lotito. Ora il quadro è cambiato. Da una parte c’è chi si muove a favore del commissario; dall’altra prende consistenza l’ipotesi Galliani. Attorno a quest’ultima viene indicata una possibile convergenza tra club come Inter e Atalanta e aree influenti dell’Esecutivo, compresa quella che fa riferimento a Giorgetti.

I voti di Malagò e la posizione delle altre componenti

Malagò conta tredici voti: se il numero fosse confermato, sarebbe sufficiente per vincere. La sua fiducia richiama quanto accaduto al Coni, dove riuscì a imporsi in una partita che appariva persa. Ma la spaccatura della Serie A lascia aperta la sfida da cui, secondo gli equilibri descritti, uscirà il prossimo presidente federale.

La Serie B resta vicina alla Serie A. Le componenti di calciatori e allenatori rivendicano il precedente accordo con il massimo campionato: AIC e AIAC non presenteranno un proprio candidato. Nei loro confronti emerge anche una richiesta alla Serie A: se intende guidare il sistema, deve assumersi questa responsabilità pure in una fase difficile.

Con approcci diversi, una posizione analoga attraversa Lega Pro e Lega Dilettanti. Abete ha contestato la fuga in avanti della Lega Serie A di Via Rosellini e, nel confronto attuale, rimanda alla stessa Serie A la responsabilità della scelta. Intanto, negli ambienti della politica sportiva, c’è chi rimpiange le larghe intese dell’epoca Gravina, pur riconoscendo che proprio quell’impostazione ha prodotto lo stallo sulle riforme.

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