Gattuso sulla Lazio: «non volevo sentire alibi». Il messaggio al gruppo
Premiato a Roma, il tecnico biancoceleste parla della squadra, delle difficoltà da affrontare e dell’importanza di ascoltare i giovani.

Gennaro Gattuso non vuole alibi dalla Lazio. Ricevendo il Premio Internazionale Eccellenza Euro Mediterraneo 2026, il tecnico biancoceleste ha parlato delle difficoltà della squadra, chiamata a giocare senza tifosi, e ha elogiato la disponibilità del gruppo.
Gattuso, secondo quanto riportato da ADNkronos, ha affrontato anche il tema dei giovani: per aiutarli a esprimere il loro talento, ha spiegato, chi li allena deve anzitutto ascoltarli e metterli nelle condizioni di migliorare.
Il premio a Gattuso e le motivazioni
L’ex ct della Nazionale italiana ha ricevuto il riconoscimento durante la quarta edizione del premio, promosso dall’Associazione Giornalisti del Mediterraneo e tenuto nella Sala Giovanni Spadolini del Ministero della Cultura, a Roma.
Il premio valorizza il percorso sportivo di Gattuso e i principi testimoniati dentro e fuori dal campo: determinazione, lealtà, senso di appartenenza e responsabilità. Nelle motivazioni trova spazio anche il messaggio rivolto alle nuove generazioni: costruire i risultati attraverso impegno, disciplina, rispetto degli altri e capacità di affrontare le difficoltà.
«Ringrazio per questo premio e ringrazio chi ha deciso di assegnarmelo. Per me è un grande onore. Le motivazioni riportate sono molto importanti, perché credo che non mollare mai e continuare a credere in qualcosa sia fondamentale», ha detto Gattuso.
I giovani e il valore dell’ascolto
Il tecnico ha invitato a guardare non soltanto alle capacità dei giovani, ma anche a ciò che gli adulti fanno per sostenerli. «I giovani di oggi hanno conoscenza e capacità. Il problema è che spesso parliamo di loro, diciamo che sono diversi, ma raramente ci chiediamo cosa facciamo noi per ascoltarli o per metterli nelle condizioni di migliorarsi», ha osservato.
Gattuso ha spiegato di aver cambiato il proprio approccio negli ultimi anni: mettendo da parte la sua esperienza personale, ha compreso che allenare una squadra e lavorare con i giovani richiede prima di tutto ascolto e aiuto per far emergere il meglio di ciascuno.
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