Photo by Paolo Bruno/Getty Images via Onefootball
Photo by Paolo Bruno/Getty Images via Onefootball

Il derby femminile della Capitale, andato in scena lo scorso sabato pomeriggio, ha lasciato i suoi strascichi. Nonostante la sconfitta rimediata sul campo delle giallorosse, a far rumore in questi giorni sono state soprattutto le tensioni e provocazioni emerse dopo la stracittadina e che hanno visto protagoniste Martina Piemonte e Eleonora Goldoni, già al centro dell'attenzione per un duro battibecco in campo. 

L'ex attaccante della Lazio, passata dall'altra sponda del Tevere in estate, sembra aver dimenticato velocemente la sua avventura in biancoceleste. Al termine della stracittadina vinta con la Roma, Martina Piemonte ha scelto di condividere un post social che non è passato inosservato ai tifosi laziali.

"Non sapevo cosa volesse dire vincere un derby, anzi IL DERBY. Insieme, passo dopo passo. Grazie ai tifosi siete davvero un qualcosa di INCREDIBILE", ha scritto l'ex calciatrice biancoceleste. 

Di tutt'altro tenore, invece, il messaggio social di Eleonora Goldoni. La centrocampista laziale ha, invece, voluto raccontare di un episodio dal sapore dolce, avvenuto proprio alla fine della partita contro la Roma: una tifosa romanista si è avvicinata alla calciatrice laziale per ringraziarla del lavoro che quotidianamente porta avanti sui propri canali social. Un piccolo gesto che ha fatto la differenza in una giornata così difficile per la stessa calciatrice. 

Il messaggio social

Sabato, dopo il derby, è successa una cosa che non mi sarei mai immaginata.

Dopo aver salutato i nostri tifosi, stavo tornando verso gli spogliatoi quando dalla curva della Roma sento qualcuno chiamarmi. Mi chiedono di avvicinarmi, di uscire un attimo perché volevano parlarmi. Devo essere sincera: per un attimo non sapevo cosa aspettarmi. Era appena finito il derby.

Poi una ragazza con la maglia della Roma si avvicina e mi dice:
“Posso abbracciarti? Al di là dei colori, ci tenevo davvero a ringraziarti.”

Mi ha parlato della persona, di quello che provo a trasmettere fuori dal campo, di ciò che le arriva, del modo in cui racconto anche le difficoltà e di quanta forza le dia. Mentre mi abbracciava, dietro di lei una trentina di tifosi romanisti hanno iniziato ad applaudirmi e a ringraziare.
Brividi.

Sul pullman di ritorno ci ho ripensato.

Perdere mi dà fastidio. Torno a casa pensando agli errori, a quello che avrei potuto fare meglio, alle occasioni mancate. Avrei voluto vincere. Quel derby me l’ero immaginato diversamente.

Ma ci sono momenti che non cancellano la delusione. Semplicemente, dentro quella delusione, riescono comunque a lasciarti qualcosa di bello. E questo mi ha spiazzata.

Perché al di là delle provocazioni, sul campo o fuori, degli insulti, dei cori contro e dei post fatti per alimentare rivalità e tensione, esistono anche gesti cosi, di chi sceglie di andare oltre: un abbraccio, applauso all’avversaria, la scelta di dire qualcosa di bello anche a chi indossa la maglia opposta, quella che in teoria dovresti “odiare”.

Non condivido questo momento per mettermi al centro o per autolodarmi. Lo condivido perché credo davvero che gesti così meritino luce. Il calcio è rivalità, agonismo, appartenenza. Ma può e deve essere anche rispetto.

Puoi voler battere l’avversario con tutto te stesso senza smettere di riconoscerlo come persona. E in un calcio che spesso fa rumore per tutto il resto, spero che gesti così riescano a farne ancora di più.

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