Il marchio di Polymarket sparisce dal sito della Lazio
il sito della piattaforma di mercati di previsione diventerà non raggiungibile in Italia

Il marchio di Polymarket sparisce dal sito della Lazio. Lo confermano ad Agipronews fonti del club. Oggi, infatti, è il giorno in cui il sito della piattaforma di mercati di previsione diventerà non raggiungibile in Italia, in seguito all’inserimento nella black list dell’Agenzia delle Dogane e dei monopoli avvenuto con il decreto dello scorso 10 luglio. Di conseguenza, da oggi la Lazio ha tolto ogni riferimento alla piattaforma con cui aveva firmato un contratto da main sponsor lo scorso aprile per un valore di circa 19 milioni di euro. Inoltre, visitando lo store ufficiale del club, il marchio di Polymarket non è presente sulle magliette in vendita (mentre era regolarmente presente sulle divise indossate dai giocatori nell’amichevole di ieri a Formello, ndr).
Polymarket sta affrontando blocchi e restrizioni non solo in Italia, ma anche in diversi Paesi del mondo. L’approccio del nostro Paese, infatti, è in linea con quello prevalente in Europa: ad esempio, una settimana dopo il provvedimento di Adm è arrivato quello dell’Anj, l’ente regolatore per il gioco in Francia, seguito pochi giorni fa dalla Turchia. In Spagna, il sito è stato bloccato temporaneamente per quattro mesi all'inizio di giugno (insieme al concorrente Kalshi) perché le autorità hanno equiparato i mercati di previsione al gioco d'azzardo, per il quale è necessaria la relativa licenza per evitare ulteriori sanzioni. In precedenza era arrivato il blocco anche nei Paesi Bassi, in Repubblica Ceca, in Portogallo, in Polonia e in Ungheria. In Germania l'accesso è limitato mentre nel Regno Unito non è autorizzato dalla Gambling Commission. Diverso, invece, l'approccio di realtà come Malta e Gibilterra, che stanno lavorando a una regolamentazione del settore in linea con il modello nordamericano.
Stati Uniti e Canada sono i Paesi più avanzati nella regolamentazione dei mercati di previsione, ma, trattandosi di realtà federali, vi sono differenze a livello locale. È eterogenea anche la situazione in America Latina: in molti Paesi, in assenza di una normativa specifica, la piattaforma continua a operare, ma è stata bloccata in Argentina e Brasile. Per quanto riguarda l’Asia, invece, il sito è stato bloccato a Singapore e risulta non accessibile in Cina, a Taiwan e in Thailandia.
Tornando in Italia, anche l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) si sta occupando della questione della sponsorizzazione della Lazio e valuterà anche l’ipotesi di aprire un procedimento sanzionatorio sulla vicenda.





