Signori e la Nazionale: «Quella ferita non si chiuderà mai», ritorno in azzurro
Il nuovo incarico nell’Under 20 allevia il dolore degli anni difficili; dopo la chiamata, il primo pensiero è andato a Tina.
La ferita giudiziaria, Tina e la chiamata di Malagò
Il ritorno nel calcio non cancella i dieci anni che Signori descrive come un inferno giudiziario. «Quella ferita non si chiuderà mai. Diciamo che il mio ritorno in azzurro allevia un po' il dolore per quello che ho dovuto vivere». Aggiunge che l’incubo gli è rimasto addosso e che affrontare quegli anni è stato ancora più difficile come padre.
Signori ringrazia Malagò per la fiducia e per avergli dato la possibilità di ripartire dal mondo in cui aveva lasciato il proprio percorso. È il calcio, dice, ad avergli regalato emozioni, vittorie e sconfitte: il mondo a cui sente di appartenere.
Dopo la telefonata, la prima persona che ha chiamato è stata la moglie Tina. Signori ricorda che lei ha attraversato con lui il periodo più duro, anche quando non usciva più di casa. Ha poi contattato gli amici e le persone che gli avevano dimostrato affetto. Di chi invece si è allontanato dice: «c'è stata una selezione naturale, ho capito chi mi voleva bene e chi no».





