Ciro Novellino: "Con la Lazio difficile. Napoli ancora con Conte"
Il giornalista analizza la sfida di oggi e il momento delle rispettive squadre

Napoli-Lazio, che partita ti aspetti?
Una gara difficile, nella quale la squadra di Sarri, che vorrà certamente fare bella figura davanti ai suoi ex tifosi, venderà cara la pelle. Conte vuole i 3 punti a tutti i costi, anche perchè l’obiettivo secondo posto oggi è quello da centrare. La Champions League, salvo clamorosi crolli che non mi aspetto, è al sicuro, ma la volontà è chiudere almeno secondi, anche se la matematica non ha ancora chiuso i giochi scudetto.
Un pensiero sulla Lazio di Sarri.
Ha sposato la causa, inizialmente conoscendo in parte le difficoltà della stagione, poi restando al timone nonostante tutto quando è venuto a totale conoscenza della situazione. Io ho avuto il piacere di intervistarlo proprio pochi giorni prima il ritorno alla Lazio, nella sua villa, ed è sempre stato carico e pronto a portare le sue idee sul campo. A Napoli ha lasciato un ricordo indelebile, il record di punti ma anche il dispiacere di tutti, suo in primis, per quello scudetto perso in hotel. Sarà accolto come merita un allenatore amato da tutti allo stadio Diego Armando Maradona.

Mancano 6 partite, 9 punti dall'Inter, uno scontro diretto a favore, c'è una speranza per il tricolore visto il sold out di sabato sera?
La speranza c’è perchè lo dice la matematica: 18 punti a disposizione, ne servono 9 in più dell’Inter: 3 sconfitte ma gli azzurri devono vincerle tutte. Speranza sì, ma serve essere anche obiettivi ed evidenziare che, in realtà, è ormai un discorso chiuso. Certo, guardare in avanti aiuta a tenere lontani i rischi dietro e Conte, certamente, batterà su questo aspetto.
Nell'ambiente Napoli ci sono opinioni contrastanti sulla stagione. Il tuo pensiero considerando campionato e delusione in Champions?
Ho sempre dichiarato, da inizio anno, che questo Napoli poteva rivincere lo scudetto, nell’anno del centenario. Poi i tanti infortuni, purtroppo, hanno condizionato la stagione ma, per fortuna, il gruppo dopo la sconfitta di Bologna si è compattato ed è riuscito a sopperire alle difficoltà, restando ancorati alla zona alta della classifica e arrivando al sorpasso al Milan nello scontro diretto. Oggi, aver vinto la Supercoppa ed essere secondi, alla luce di quanto accaduto, cosa che avrebbe condizionato la stagione di ogni squadra, basti pensare all’Inter che senza Lautaro Martinez non è stata capace più di vincere, è un risultato straordinario che conferma quanto dicevo inizialmente.
Per te il percorso è ancora con Conte o no? Dalla società trapela qualcosa su questa scelta?
Antonio Conte per sempre! Oggi non c’è allenatore in Italia che possa darti la garanzia di poter lottare fino alla fine e perchè no vincere qualcosa in ogni stagione. Sì, ha il suo carattere, il suo modo di fare, allenamenti duri e conferenze stampa pre gara che non ascoltiamo dal 17 ottobre, ma è anche vero che è una garanzia e, per quanto mi riguarda, spero che possa restare ancora, anche oltre la naturale scadenza del contratto della prossima stagione.

Un calciatore della Lazio che toglieresti per la partita di oggi pomeriggio.
Sono di parte, lo conosco personalmente in quanto abbiamo lavorato insieme alla Juve Stabia, dove ero responsabile della comunicazione e lui il portiere titolare. Dico Ivan Provedel, anche se purtroppo è out per infortunio. A mio avviso, nonostante le difficoltà dell’ultimo periodo, un grande portiere. A questo punto dico Zaccagni: sempre piaciuto a Conte, richiesto dal tecnico in diverse occasioni dal suo arrivo ma sappiamo bene che la bottega di Lotito è sempre cara e il capitano della Lazio ha sempre deciso, alla fine, di restare a Roma.
Un pensiero su Lotito e sulla famosa contestazione dei tifosi della Lazio.
Da fuori è difficile giudicare. Lotito è un presidente particolare a dir poco. La sua gestione della Lazio è discutibile, questa società merita sicuramente di lottare per traguardi importanti, non certamente trovarsi a metà classifica come sta accadendo in questa stagione. La contestazione in diretta tv, al termine della sconfitta di Firenze è solo l’apice di un qualcosa che sta toccando il fondo. Le difficoltà si generano, ma vanno superate cercando di trovare una soluzione oculata.





