Conferenza Gattuso: "Sono contento di dare una gioia ai tifosi. Condizioni di Zaccagni?..."
Il mister Gennaro Gattuso ha rilasciato delle dichiarazioni in conferenza stampa al termine dell'incontro Lazio-Cagliari

Il mister Gennaro Gattuso ha rilasciato delle dichiarazioni in conferenza stampa al termine dell'incontro Lazio-Cagliari
La conferenza stampa di Gattuso
Oggi mi hanno sorpreso. Sinceramente, un punto me lo portavo a casa ed ero pure contento. Sono stati loro, la volevano vincere a tutti i costi. I cambi ci hanno dato energia, veemenza, voglia. Quattro giorni fa qui ha giocato la Roma contro il Cagliari,c he ha avuto quattro palle gol. Sapevo che avrebbero giocato così, non siamo stati bravi. Dovevamo fare meglio a destra, nel secondo tempo abbiamo fatto meglio e abbiamo sviluppato di più. Chi è entrato ci ha dato una grande mano. Se abbiamo vinto è merito dei ragazzi per la mentalità, la voglia, lo spirito. Hanno fatto di tutto per vincere. La classifica conta poco, mancano dodici punti all'obiettivo. Se non vincevi oggi, stavamo tutti là. Non si può sbagliare niente. Pensiamo partita dopo partita, andiamo alla ricerca di fare qualcosa di diverso. Ci sono squadre e allenatori molto preparati, ce l'hanno incaratata un po' e noi eravamo sulle gambe. Questa l'abbiamo pagata, ma siamo stati bravi a rimanere in partita e a fare un grande lavoro mentalmente. Taylor ha salvato due contrpiedi ribaltando l'azione per segnare, ce l'ho ancora negli occhi. Io ricordo sempre a tutti i ragazzi, che smanettano e leggono su internet, che il alvoro paga ed è giusto. Ho giocato tanto anche io, volevo essere sempre coerente e quando lo sei i compagni ti fanno diventare leader. Se oggi la gente è entrata in questo modo è perché lavora bene, quello che semini poi raccogli. Questo è quello che mi rende più orgoglioso ora, non la classifica. Sono giocatori che danno tutto per i loro compagni.
C'è grande rispetto per i giocatori, ma vogliamo fare determinate cose e ci può stare una giornata no. Mi sembrava giusto in quel momento mettere dentro forze fresche. Non facevamo male all'avversario, anzi arrivavamo poco sulle seconde palle. Belahyane oggi non ha fatto una grande partita ma ci sta, è giusto così. Cataldi poteva darci qualcosa in più. Nuno non ha fatto la sua miglior partita, Zac ha preso una botta, Provstgaard ha fatto fatica... Se prendo queste decisioni è perché ho giocatori vivi che mi danno la sicurezza di metterli in campo. In queste tre partite me la sono rischiata, ho fatto partire quasi sempre gli stessi. Ci sta pagare qualcosa. Io l'ho pensata così.
Io leggo poco, mi sono chiuso dentro Formello dal primo giorno. Quello che ho avvertito dal mio staff è che ci sono persone che i stanno dando la vita. Nel centro sportivo ci sono tanti veri laziali, una famiglia. È gente che esulta, che sta male quando le cose non vanno bene. Quando abbiamo perso col Mantova sembrava un funerale, feci una riunione con tutti dicendo che il morto si piange quando si deve piangere, che era successo qualcosa di grave ma che dovevamo continuare con lo stesso entusiasmo del ritiro. Dal primo giorno la squadra ha lavorato in una maniera incredibile, con grande senso di appartenza. Sembra che ci conoiscamo tutti da anni. Quello che succedeva fuori non sapevo nulla, sapevo che non ci potevano applaudire per la sconfitta in Coppa Italia. Io ho solo lavorato con i miei ragazzi provando a fare qualcosa di diverso, smontando quello che si è fatto l'anno scorso. I primi artefici di tutto quello che sta succedendo è solo merito dei giocatori.
Zaccagni ha preso una botta. Gli devo fare i complimenti, ha avuto un lutto ieri sera, il fratello di sua madre che era molto giovane e ha avuto un brutto male. Oggi non stava bene, era molto legato. Chapeau a lui, si è messo a disposizione e ha giocato. Questo fa capire l'ambiente che si è creato. Ha preso una 'vecchietta' non dovrebbe essere un problema muscolare. Condoglianze a tutta la famiglia.
Quando vedi prima del Milan quello che hanno fatto i tifosi, prima del Parma, contro il Sassuolo allo stadio sembrava una festa scudetto, con dodici mila persone allo stadio. Anche oggi erano in 13mila, stanno aumentando. Per me è qualcosa di incredibile, chi viene allo stadio in questo momento è un eroe. A me piacciono queste cose, vivo per questa roba qua. Vivo la mia vita per avere il formicolìo allo stomaco, perché solo allora incido. Ho sempre vissuto così. Sono contento che stiamo dando una gioia a tutti quanti. Ho toccato con mano tre-quattro eventi incredibile, qui c'è grande passione e voglia. Il problema più grande è che sono coerenti, è difficile fargli cambiare idea. Noi dobbiamo solo continuare.





