L'intervista esclusiva a Giuseppe Culicchia 

Molte delle sue pubblicazioni sono dedicate al Granata, come nasce la sua fede per il Torino?

Torino
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Nasce grazie a mio padre, che mi ha trasmesso questa passione. Lui aveva visto giocare il Grande Torino, quando era arrivato qui a Torino dalla Sicilia nel 1946, e quindi da lì poi è nata anche questa fede che mi ha accompagnato tutta la vita.

Se chiude gli occhi e pensa alla sua storia di tifoso, qual è il primo gol o la prima vittoria che le viene in mente e che non dimenticherà mai?

Photo by Valerio Pennicino/Getty Images via onefootball
Photo by Valerio Pennicino/Getty Images via onefootball

La prima vittoria che mi ricordo a memoria è una vittoria contro la Fiorentina in cui Pulici segnò una tripletta, Paolo Pulici. Segnò tre gol e l'allenatore della Fiorentina si alzò dalla panchina per andare a stringergli la mano. Quell'anno Pulici vinse la classifica dei Cannonieri e all'epoca era l'attaccante più forte d'Italia.

Nel corso della sua carriera si è cimentato in vari generi, qual'è stato il suo preferito? C'è un autore del passato a cui si ispira?

Scrittore
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Il genere che preferisco, naturalmente, è il romanzo, anche se ho scritto per il teatro e alcuni saggi. Però il romanzo è quello che mi dà più libertà. L'autore che più mi ha influenzato, quello dal quale da ragazzo ho cercato di imparare qualcosa, è stato Hemingway.

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