Fraioli
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Durante l'assemblea della Lega Pro, il presidente della FIGC Giovanni Malagò ha commentato il caso degli ultimi giorni e le dimissioni di Diana Bianchedi, Capodelegazione della FIGC. 

Le parole di Malagò

Le dimissioni di Diana Bianchedi sono una scelta che non posso che condividere. Chi conosce Diana, sa la sua storia e non solo la sua carriera, sa che è stata particolarmente turbata dal fatto che il ministro dello Sport sia entrato nel merito dei comportamenti all’interno della Giunta, sia da parte sua sia dell’altro vicepresidente. Oggettivamente è un’entrata non solo non convenzionale, ma sgrammaticata e fuori luogo. La trasparenza di Bianchedi è fin troppo evidente: non è un problema di CONI, ANAC o FIGC, va avanti con i suoi valori. Mi sembra impossibile darle torto, non mi pare l’unica uscita del ministro su questioni che non riguardano il calcio. Non ho tempo di leggere tutto, ma mi sembra che il giudizio sia abbastanza unanime: è un dato di fatto quello che sta succedendo. Qui non si tratta di essere amici di qualcuno o qualcun altro, è oggettivo che ci sia questo palese intervento che è sbagliato in assoluto, al di là della posizione che riguarda non tanto me, quanto la Federazione, che devo difendere, e le dinamiche dello sport.

Ultimi giorni da presidente federale?

Io sono molto molto tranquillo. Sbaglierò? Non credo, ma approccio questa materia con qualcosa che si dimentica: anzitutto, lo faccio da volontario. In secondo luogo, lo faccio perché sono stato eletto. Terzo, non ho deciso io di scendere in campo: sono stato chiamato da altri. Non capisco perché non dovrei essere sereno”.

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