Esclusiva | Mudingayi: "Chivu incredibile. Servirà una Lazio al 100%. Vincere sarebbe..."
Le dichiarazioni in esclusiva di Gaby Mudingayi ai microfoni di Laziopress.it

La finale di Coppa Italia tra Lazio e Inter riporta alla mente ricordi ed emozioni anche per Gaby Mudingayi, che nel corso della sua carriera ha avuto modo di conoscere da vicino entrambe le società.
In esclusiva ai microfoni di Laziopress.it, l'ex centrocampista ha analizzato passato e presente, con uno sguardo rivolto alla sfida in programma questa sera allo Stadio Olimpico. Tra aneddoti e ricordi delle esperienze vissute tra Roma e Milano, Mudingayi ha condiviso anche le sue considerazioni sul momento attuale delle due compagini e sulle possibili chiavi della finale.
Dopo diverse esperienze in Serie A, tra cui Lazio e Bologna, nel 2012 sei passato all’Inter. Che ricordi hai di quel periodo, considerando anche il pesante infortunio che ha condizionato la tua prima stagione? E qual è il momento che conservi più volentieri con la maglia nerazzurra?
Dopo anni di duro lavoro facendo bene a Bologna, Torino e alla Lazio, finalmente è arrivata l’opportunità di indossare la maglia dell’Inter. Purtroppo, dopo solo cinque mesi, ho subito un grave infortunio. È stato per me un colpo davvero duro, perché volevo dimostrare di poter dare una mano e essere un giocatore da Inter. Tuttavia, devo dire che ho vissuto tanti momenti belli, ma soprattutto essere all’Inter.

Qual è stata, secondo te, la differenza più grande tra l’ambiente della Lazio e quello dell’Inter?
Sono due grandi squadre, anche se ovviamente gli obiettivi sono diversi. L'Inter lotta sempre per vincere tutto, mentre la Lazio è una squadra che cerca di stare sempre il più in alto possibile in classifica, perché è una piazza che deve stare al vertice.
Alla Lazio hai condiviso lo spogliatoio con grandi giocatori come Di Canio, Inzaghi, Peruzzi, Tommaso Rocchi e altri. Hai un compagno a cui sei rimasto particolarmente legato? E c’è un aneddoto che ricordi con piacere di quel periodo?
Sì, sono molto legato a Ousmane Dabo, ma con tutti ho un ottimo rapporto, perché mi hanno aiutato tutti quando sono arrivato alla Lazio.

Durante la tua esperienza all’Inter hai anche giocato insieme a Cristian Chivu. Che impatto ti fa il suo percorso, soprattutto dopo il recente scudetto conquistato?
Ho avuto la fortuna di giocatore con Chivu e devo dire che è una grande persona. Come giocatore lo conosciamo tutti, ma come allenatore non me lo aspettavo: è incredibile, sta facendo un lavoro eccellente. Si è meritato lo Scudetto perché ha lavorato e ha trovato l’equilibrio giusto in un spogliatoio di grandi campioni.
Per quanto riguarda la Lazio, come valuti il lavoro di Maurizio Sarri fino a questo momento? Pensi che una possibile vittoria in Coppa Italia possa incidere sul suo futuro? Lo vedresti ancora sulla panchina biancoceleste oppure pensi che possa lasciare la Lazio a fine stagione?
Credo che ci siano state un po' di difficoltà all’inizio, ma piano piano la Lazio ha iniziato a prendere forma. Ora ha una bella possibilità di vincere un trofeo che, secondo me, può essere di grande aiuto per il futuro.
Nell’ultima sfida di campionato tra Lazio e Inter, la prestazione biancoceleste è stata al di sotto delle aspettative. Come hai letto quella partita e su cosa dovrebbe puntare Sarri in vista della finale? E, secondo te, chi potrebbe essere l’uomo decisivo del match?
Credo che in una partita così bisogna essere al 100% se si vuol fare bene e vincere, perché hai di fronte una squadra di altissima qualità. Sarà importante soprattutto il mister, perché lui vede i suoi giocatori tutti i giorni in allenamento.
Hai vissuto tre stagioni alla Lazio e conosci bene cosa significa giocare spinti dal tifo biancoceleste. Quanto pesa l’assenza dei tifosi in partite del genere? E pensi che la loro presenza possa davvero fare la differenza in una finale come quella di mercoledì?
Pesa tantissimo nel calcio, la tifoseria è molto importante. Giocare senza (tifosi, ndr), secondo me, è qualcosa di penalizzante.





