Photo by Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images via Onefootball
Photo by Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images via Onefootball

Il 15 dicembre 2025, durante la cena di Natale, Claudio Lotito rivendicò con forza la solidità della Lazio: «La Lazio purtroppo è virtuosa, non ha debiti, non usa mutui, non ha leasing, non ha bond». Sul mercato aggiunse: «Tu applichi una legge che è stata abolita... Mi spacchi il mercato in due tranche».

Sette mesi dopo, però, come riportato da Il Tempo,  tra bilancio, semestrale e verifiche federali, quelle dichiarazioni possono essere confrontate con i fatti.

I debiti

Mutui e bond non ci sono, ma il resto racconta un'altra storia. Il bilancio al 30 giugno 2025 registra un patrimonio netto consolidato negativo di 16,83 milioni, debiti per 228,17 milioni e una perdita di 17,1 milioni. La semestrale al 31 dicembre evidenzia un rosso di 20,4 milioni e un indebitamento finanziario netto salito a 111,3 milioni.

Il patrimonio consolidato torna positivo (103,2 milioni) solo grazie alla rivalutazione contabile di terreni e fabbricati per 140,5 milioni, senza nuovi ingressi di cassa.

L'alibi del mercato

Lotito sosteneva che l'indice di liquidità fosse stato «bocciato da un tribunale» e «abolito dal primo luglio». Le date, però, raccontano altro.

La norma che ha portato al blocco del mercato è stata approvata dal Consiglio Federale il 20 dicembre 2023 ed è entrata in vigore il 1° luglio 2024. La Lazio è risultata non conforme alla verifica del 31 marzo 2025.

Il blocco dei tesseramenti scatta quando non vengono rispettati tutti e tre gli indicatori: liquidità, indebitamento e costo del lavoro. Ne sarebbe bastato uno per evitarlo, ma la Lazio non ne ha rispettato nemmeno uno.

Dal 2026 il parametro è diventato unico per tutti i club. Secondo quanto riportato, la Lazio è rimasta l'unica società fuori dai nuovi requisiti.

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