Sutalo: «La Lazio era la mia prima scelta». Il rapporto con Gattuso
Il croato spiega perché cercava un calcio più tattico e racconta il legame del tecnico con il suo Paese.

Josip Sutalo vede nelle coppe europee uno degli obiettivi della Lazio, ma invita a procedere con calma dopo l’avvio di stagione. Il difensore racconta di aver trovato a Formello un ambiente positivo fin dal suo arrivo: a suo giudizio, non tutti si aspettavano una partenza del genere. Parla anche della scelta di giocare in Italia, degli allenamenti con Gattuso e dei suoi primi mesi a Roma nell’intervista al portale croato Sportske Novosti.
L’avvio della Lazio e l’obiettivo europeo
Sutalo dice di aver percepito subito l’energia del gruppo e di aver capito che la Lazio era una squadra seria. I risultati ottenuti, secondo lui, lo hanno dimostrato. Per continuare su questa strada, però, ritiene necessario affrontare una partita alla volta e mantenere la calma.
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Il difensore definisce incredibile quanto fatto a Torino. Collega la prova della squadra alla capacità dei giocatori di muoversi come un unico blocco, che considera il segreto dei risultati raggiunti finora. Il clima, aggiunge, è molto positivo. Gli elogi gli fanno piacere, ma li interpreta soprattutto come uno stimolo a lavorare meglio e con maggiore impegno.
Alla Lazio sente sostegno e sa che le aspettative sono alte. Indica la qualificazione alle coppe europee tra gli obiettivi del gruppo, senza fissare un traguardo finale: quello, spiega, dipenderà dall’evoluzione della stagione. Riconosce anche che risultati come quelli ottenuti finora possono far crescere le ambizioni, pur senza giustificare la fretta.
La scelta dell’Italia e gli allenamenti con Gattuso
La Lazio era la prima scelta di Sutalo, così come il campionato italiano. Desiderava giocare in Italia perché riteneva adatto alle proprie caratteristiche uno stile fondato sulla tattica e su una fase difensiva più organizzata. Racconta che il club gli aveva manifestato chiaramente il proprio interesse. Sapeva anche dell’interesse di Gattuso, pur non avendo parlato direttamente con lui al telefono prima del suo arrivo.
Del tecnico offre un giudizio positivo. Descrive allenamenti intensi e impegnativi, nei quali servono molto lavoro e tanta corsa. Gattuso, riferisce, mantiene un rapporto amichevole con i giocatori e ha un buon legame con tutti, ma sa stabilire limiti precisi. Nei momenti dedicati al lavoro pretende concentrazione assoluta.
Per Sutalo resta una difficoltà linguistica: l’allenatore parla quasi sempre in italiano e lui non riesce ancora a comprendere tutto ciò che dice. Ne percepisce comunque l’energia, che considera una forte motivazione. Intende iniziare presto a studiare la lingua e impararla il più rapidamente possibile, consapevole della sua importanza in Italia.
Con Gattuso ha parlato anche dell’esperienza del tecnico all’Hajduk. Secondo Sutalo, l’allenatore ne conserva un buon ricordo, parla bene della Croazia e gli ha raccontato di essersi trovato bene nel Paese e di apprezzarne le persone.





