Gennaro Gattuso - Via onefootball (Photo by Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images)
Gennaro Gattuso - Via onefootball (Photo by Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images)

A poco più di 48 ore dall'esordio stagionale della Lazio, il nuovo tecnico Gattuso ha presentato la sfida di Coppa Italia contro il Mantova ai microfoni ufficiali della società, parlando delle sue prime sensazioni e del match di domenica 16 agosto alle 21:15 allo Stadio Olimpico di Roma.

Lazio-Mantova, Gattuso nel pre gara

Emozioni? Sinceramente ancora nessuna emozione. L'arrivo con il pullman all'Olimpico, il formicolio si sente già da lì. Si lavora, c'è tanto da preparare e vedere, ma non ho ancora il formicolio nello stomaco. 

Soddisfa il bilancio in questo ritiro?

Sono molto soddisfatto del ritiro, avevo una mia idea e sapevo che era una squadra che aveva voglia di lavorare. Mi hanno sorpreso sull'intensità, sulla voglia di stare in campo e sulla voglia di portare qualcosa di nuovo. Venivano da una tipologia di calcio di un grandissimo allenatore, e stiamo provando a smontare quasi tutto per fare qualcosa di diverso.

La gara contro il Mantova? 

L'atteggiamento e l'approccio sono importanti. Giocheremo con una squadra che va a mille all'ora, che ci verrà addosso, che rischia tanto, che porta tanti uomini e fa una pressione ultra offensiva. Ci vuole grande personalità e voglia. Non dobbiamo sbagliare l'approccio. Non dobbiamo dimenticare la fatica di questi giorni, come il caldo. Qui a Formello siamo stati bene, ma ha fatto caldo. Devono chiudere gli occhi e pensare a tutta la fatica che hanno fatto in questi 40 giorni.

Se è una squadra già responsabilizzata? A tratti sì. Dobbiamo ancora capire quando vogliamo andare sui riferimenti e quando fare un blocco medio, ancora su questo non siamo perfetti. Dobbiamo capire quando vogliamo fare alcune cose e quando invece respirare, e non andare sui riferimenti. 

Imparare e disimparare: quanto tempo ci vuole?

Non penso a quanto tempo ci vuole per fare il mio calcio. La nostra bravura dovrà essere quella di accorciare i tempi e far capire cosa vogliamo essere. Altrimenti si commette l'errore di diventare né carne né pesce. A me non piace essere una via di mezzo. Dobbiamo capire bene cosa vogliamo essere e fare, è la cosa più importante. Ma su questo mi hanno sorpreso. Qualcuno può parlare di amichevoli di non alto livello, ma poi le partite sono tutte difficili. Sono soddisfatto del lavoro fatto e speriamo di cominciare bene.

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