Classifica Serie A: quanto incassano i club? Le cifre incredibili dei diritti TV
Scopri quanto guadagnano le squadre in base al piazzamento finale e come funziona la spartizione dei ricavi televisivi.

Il posizionamento definitivo di una compagine non rileva esclusivamente per la gloria atletica: terminare il torneo con un bottino maggiore di punti – e dunque in uno specifico slot della graduatoria – permette di ottenere introiti più o meno elevati derivanti dalla ripartizione dei proventi da diritti televisivi.
I criteri di spartizione dei diritti TV della Lega Serie A
La distribuzione dei capitali generati dai media rights, secondo quanto riportato da Calcio e Finanza, viene gestita seguendo parametri rigidi stabiliti dalla Legge Melandri (successivamente aggiornata dal decreto Lotti), la quale stabilisce che le somme ottenute dalla vendita dei match siano assegnate secondo questo schema:
- 50% in quote identiche per ogni società;
- 28% basato sulle performance calcistiche (di cui l'11,2% inerente al piazzamento dell'attuale stagione, il 2,8% connesso al punteggio dell’ultima annata, il 9,33% relativo al quinquennio precedente e il 4,67% ancorato ai traguardi storici);
- 22% basato sul seguito popolare (composto dall'1,1% sul contributo dei giovani, il 12,54% sugli ingressi negli impianti e l'8,36% sull'audience televisiva).
All'interno di tali standard, il rango finale in classifica influisce in modo immediato per una quota pari a circa l'11% dei guadagni complessivi.
Impatto economico del piazzamento finale in classifica
Di seguito l'analisi del frazionamento dei guadagni da diritti TV tra le società calcistiche a seconda del traguardo raggiunto nella classifica di Serie A.





