Lazio, futuro Sarri: Lotito riflette tra addio e rilancio tecnico
Decisioni rinviate a giugno: tra progetto, mercato e tifosi si decide il destino della panchina

Il futuro si deciderà a giugno, ma il Comandante ha già delineato alcune idee per ripartire.
Non vissero felici e contenti. Il finale della favola “bis” Lotito-Sarri
può apparire scontato: ognuno per la propria strada. Ma
separarsi non è così semplice. C’è il
contratto di oltre due anni in essere, pesa per più di 5 milioni netti
fino al 2028, il doppio al lordo.
Maurizio chiederebbe, secondo quanto riportato da Il Corriere dello Sport, di essere liberato solo in caso di chiamata importante e di proposta economica dello stesso livello o simile. Può
attirarlo il progetto. Firenze è
una piazza che lo affascina, dopo la
firma con la Lazio aveva ringraziato i tifosi viola per l’affetto dimostrato: «Ho ricevuto un sostegno
straordinario e commovente da
parte della tifoseria della Fiorentina e questo lo porterò sempre con me». Intriga anche
Bologna. Nel cuore resta la Lazio, il legame con i tifosi lo ha spinto a caricarsi tutta la sofferenza di questa stagione. Ma non può pagare le
responsabilità di Lotito per altri due
anni. Ecco perché, se non riceverà offerte, resterà in
attesa. La situazione diventerebbe delicata nelle mani di
Lotito.
Progetto Lazio: le richieste di Sarri per il rilancio
IL PROGETTO. Sarri ha già illustrato le sue idee sul futuro.
Primo punto, i rinforzi oltre alle competenze. Ridimensionato al ruolo di «dipendente» dal presidente, ha capito che non
avrà mai pieno controllo sul mercato. Ma non può rinunciare alla qualità e al valore dei
giocatori: «La squadra va rinforzata per essere all’altezza della sua storia... La base per il futuro dipende da quanta qualità si può garantire», ha ribadito più volte.
Da inizio stagione ha chiarito che l’annata attuale, senza grandi obiettivi, avrebbe avuto un solo scopo: creare una base di 6-7 giocatori. Sono scesi a 5-6 dopo la partenza di Guendouzi. Castellanos non era tra i preferiti. Provedel, Marusic, Gila, Romagnoli, Rovella e Zaccagni restano i fedelissimi.
Sarri ha chiesto «un anno uno e non più zero, ma la situazione fa pensare ad altro». I 12 contratti in scadenza tra giugno 2026 e giugno 2027 lo hanno portato a questa riflessione. C’è mezza squadra in bilico e ripartire così non è conveniente. Ha chiesto una svolta nel rapporto Lotito-tifosi, non si può pensare di ripartire con un Olimpico vuoto. A rischio ci sono i 30.000 abbonati. Questi i punti chiave del confronto di fine stagione. Ma Sarri, per tutelare il contratto, potrebbe restare per obbligo più che per scelta:
«Io ho un contratto in essere, se la società mi comunica il contrario farò altre valutazioni. Altrimenti la situazione resta questa», ha dichiarato.
Lotito e il futuro della Lazio tra Coppa Italia e panchina
LOTITO. Sono noti gli umori di Sarri. Quelli di Lotito, in parte, emergono da indiscrezioni telefoniche. Il presidente
valuterà il finale di
stagione e il percorso in Coppa Italia. Un exploit potrebbe anche convincerlo a proseguire con Sarri, l’unico capace di accendere e riempire la piazza. In caso contrario dovrà esonerarlo e costruire una nuova strategia per ripartire con il quarto allenatore in due anni dopo Tudor, Baroni e Sarri. Con una figura che abbia lo stesso impatto. La posizione della società, per ora, è stata riassunta dal direttore sportivo Fabiani:
«Con Sarri abbiamo firmato un contratto che prevedeva due anni più uno di opzione e abbiamo eliminato quell’opzione sia a lui che allo staff perché crediamo nel progetto. Questo percorso lo abbiamo iniziato con lui e vorremmo concluderlo insieme». Le verità definitive emergeranno a giugno.





