Andrea Ferrari
Andrea Ferrari

Poche ore separano il fischio d'inizio tra Cremonese e Lazio. Un match che può nascondere sorprese con i grigiorossi che sono in piena lotta per non retrocedere, in quello che è un avvincente testa a testa con il Lecce. La squadra di Sarri invece è da tempo con la testa alla finale di coppa Italia senza però mai tralasciare ogni sfida che affronta. A parlare di tutto ciò, è, in esclusiva, Andrea Ferrari, caporedattore del sito CuoreGrigiorosso.com, che con gran dedizione e professionalità segue le vicende della Cremonese.

Dalla partita d'andata un'altra Cremonese in tutto e per tutto. Cosa è successo?

Difficile da capire cosa sia successo, non lo abbiamo ancora capito fino in fondo e di certo il gruppo si è sfaldato. Ad un certo punto probabilmente, internamente erano convinti di aver fatto abbastanza per la salvezza e quasi certi di avercela fatta; questa è la spiegazione che mi do io. Di certo la piazza non ha pensato fosse fatta, questo assolutamente lo escludo perché c'è una congiunzione poichè da sempre abbiamo lottato fino all'ultimo secondo per conquistare un risultato storico e invece la squadra si adagiata ai primi risultati negativi crollando e non si è mai più rialzata da questo atteggiamento, nemmeno con il cambio di allenatore.

Con il cambio allenatore le cose non sembrano esser migliorate. D'accordo con l'esonero di Nicola?

Inizialmente ero convinto che o si retrocedeva o ci si salvava con Davide Nicola però poi i risultati sono diventati troppo negativi e troppo in sequenza dove vi erano partite che partivano già sotto di un goal o due gol dopo solo mezz'ora, ce ne sono state tante e tra l'altro è una cosa che gli sta ripetendo anche con il nuovo allenatore. Questo va ulteriormente ad incidere sul giudizio della squadra di questa stagione dimostrando che non è tanto una questione di allenatore. Poi è stato un obbligo, quasi, provare a fare un cambio, Nicola non è riuscito a rimettere in sesto il gruppo e le prestazioni sono state davvero negative e quando perdi tante partite consecutive tra l'altro in quel modo lì compresi diversi scontri diretti, era giusto cambiare allenatore e probabilmente andava fatto anche un po' prima rispetto a quel 4-1 in casa contro la Fiorentina. Da li una squadra che non si è più rialzata quindi cambiare era semplicemente la cosa più veloce e più semplice da fare in quel momento lì.

Lotta salvezza. Quanto la piazza crede nell'impresa?

C'è molta delusione e molta rabbia accompagnate da un filo di rassegnazione. Fino a due settimane fa c'era ancora tanta speranza oggi l'aspirato la speranza viene meno ma perché è data proprio da da come la squadra scende in campo quindi i tifosi vogliono vedere una squadra che lotta lo spirito di sacrificio senza senso di abbreviazione e impegno orgoglio sudare la maglia questa cosa non si è vista in praticamente tutto il girone di ritorno la tifoseria. E' un grosso problema quando non riesci a puntare alla vittoria e resti in attesa che la squadra rivale per la salvezza perda punti. C'è un dato molto eloquente e che va ricordato: 7 punti nelle ultime 18 partite. Ovvero dalla partita dopo la Lazio (d'andata) finita 0-0 a dicembre. Non può far ben sperare l'atteggiamento dei calciatori in campo, solo a volte si è intravista una squadra che combatte davvero, per brevi frazioni di partita.

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