Photo by Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images)
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Le altre sfide, dal Como al Milan, e il Pallone d’Oro

Il Torino affronta il Como dopo il 3-2 sul Monza. Brocchi è convinto che possa alzare il proprio livello: considera la squadra ben costruita e ben allenata, sostenuta inoltre da una piazza capace di spingerla quando arrivano i risultati. I due gol concessi al Monza, tuttavia, precedono una partita che giudica più difficile.

Il Como può creare problemi al Torino con le proprie caratteristiche offensive. Brocchi pensa che i granata proveranno a opporre compattezza, lavoro collettivo e solidità difensiva al gioco coinvolgente degli avversari. Il compito sarà complicato. Il Como è impegnato sia in campionato sia in Champions League e Fabregas ha detto di non guardare la classifica: per Brocchi, il tecnico sta trasmettendo una mentalità che porta a giocare ogni partita per vincerla, senza scegliere tra le due competizioni.

In questo sistema si inseriscono Nico Paz e Douvikas. Fabregas li ha descritti come giocatori opposti; Brocchi ritiene che proprio le loro differenze ne favoriscano l’intesa. I movimenti e la capacità di leggere le situazioni li rendono, a suo giudizio, adatti all’idea di calcio dell’allenatore spagnolo.

L’Atalanta arriva dal 4-4 con il Frosinone. Brocchi osserva che anche la squadra di Sarri, tecnico attento alla fase difensiva, ha concesso molto. Collega la partita a una tendenza verso un calcio più offensivo, nel quale aumentano le azioni da tiro ma anche i rischi. Sottolinea inoltre il valore del Frosinone, che secondo lui sta facendo cose notevoli.

Sarri è stato fischiato dai tifosi dell’Atalanta a fine gara. Brocchi non si sbilancia su quanto tempo avrà ancora a disposizione. Ritiene però che il club abbia investito sul tecnico per cambiare radicalmente dopo l’addio di Gasperini e le esperienze di Juric e Palladino, che non erano riusciti a riprodurre il lavoro del predecessore. A suo avviso, una svolta così profonda richiede anche giocatori adatti a richieste diverse: nella rosa attuale vede elementi abituati a un altro tipo di calcio. Per questo pensa che il percorso di Sarri richieda più tempo.

La Fiorentina, battuta 2-1 dall’Inter a San Siro, ospita proprio l’Atalanta. Brocchi pensa che essere stata in vantaggio e aver messo in difficoltà la prima in classifica possa incidere sulla sua risposta emotiva. Alla delusione per i punti mancati, secondo lui, può seguire una maggiore rabbia agonistica. Tra i viola cita Jimenez, di proprietà del Bournemouth e autore del gol all’Inter: ne apprezza dinamismo, personalità e partecipazione al gioco fin dai tempi del Milan, pur ritenendo che un carattere talvolta troppo acceso ne condizioni il rendimento.

La Juventus, dopo il 2-0 di Lecce, si prepara ad affrontare Genoa, Napoli e AZ in Europa League. Spalletti ha spiegato che il centrocampo a tre ha dato equilibrio, pur lasciando fuori le punte esterne; nella rosa ci sono nove infortunati. Brocchi considera il modulo una soluzione d’emergenza, ma anche una buona risposta ai giocatori ora disponibili. Con tanti elementi offensivi in organico, osserva, non sarebbe semplice lasciarli tutti fuori.

La coppia Kolo Muani-Woltemade non sta rendendo quanto sperato, ma Brocchi la giudica ben assortita. Woltemade è il centravanti alto e fisico che può fare da sponda; Kolo Muani, che non considera una prima punta, può sfruttare gli spazi creati dalla sua presenza. Prima della vittoria a Lecce erano insistenti le voci su un possibile esonero di Spalletti. Brocchi riconosce che, quando i punti sono pochi, una panchina resta in discussione, ma attribuisce al tecnico la personalità necessaria per affrontare quelle voci e proseguire il lavoro. Ritiene che anche la società ne sia consapevole.

Il Genoa ha battuto 1-0 il Venezia e mercoledì ospita la Juventus a Marassi, prima tappa di un calendario difficile fino alla prossima sosta. De Rossi ha descritto Osmajic, autore finora di tre gol, come un attaccante da anni Novanta vicino al suo modo di intendere il calcio. Brocchi lo considera un centravanti forte, con presenza in area, capace di mettere in difficoltà anche la difesa juventina. Rileva che al Genoa manca un giocatore importante per lui come Colombo e giudica la squadra inferiore a quella di gennaio dell’anno precedente, pur elogiando il lavoro di De Rossi su Osmajic. In questa fase, aggiunge, è meglio concentrarsi su una gara alla volta: i ragionamenti sul calendario futuro appartengono semmai alle ultime sei o sette giornate.

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