Guido De Angelis: "Lazio-Inter? Si deve giocare di rimessa. Formula biglietti? Da terzo mondo"
In vista della finale di Coppa Italia tra il club biancoceleste e nerazzurro, il giornalista Guido De Angelis è intervenuto ai nostri microfoni
Ci sono varie opinioni contrastanti sull'orario del Derby della Capitale. È d'accordo con le dichiarazioni rilasciate da Sarri o pensa che questa sia l'unica scelta percorribile?

Vergognosa, perché favorisce la Roma. Sarri ha ragione da vendere: la Lazio giocherà una finale, rischia di andare ai supplementari, ed è una partita dove naturalmente la Lazio ha tutto da rimetterci perché spenderà tanto, sia fisicamente che mentalmente. E soprattutto, anche a livello di ordine pubblico, non è una bella notizia per chi andrà allo stadio. Ma questa è la nostra città; i calendari si sapevano già prima. Inserire il derby dentro la città nazionale significa che c'è gente che non è all'altezza di stare in quei ruoli. Perciò la Lazio è penalizzata per l'ennesima volta; mi dispiace solo che Sarri protesta, la società no.
La formula d'acquisto per i biglietti della finale di Coppa ha creato molto trambusto. Creds che la Lega avrebbe dovuto agire in maniera differente? Si aspetta il caos al momento dell'entrata all'Olimpico?

Abbiamo parlato in radio tutte le mattine: purtroppo il calcio è questo, i tifosi pagano sempre. Poi l'Olimpico non è uno stadio da calcio, siamo sempre alle solite; perciò casino su casino, prezzi alle stelle, stadio scomodo sia per vedere la partita sia per parcheggiare. Siamo da terzo mondo, è inutile girarci attorno: è una vergogna e il tifoso paga sempre. Paga sempre perché non può farne a meno per amore, e questo è il grande problema del nostro calcio.
La finale di Coppa Italia è un grande traguardo per il club biancoceleste. Che formazione si aspetta di vedere in campo e quale dovrà essere la carta segreta della Lazio per riuscire ad alzare il trofeo?

La Lazio deve giocare di rimessa: deve aspettare l'Inter, deve essere concentrata e lottare su ogni pallone. Una partita perfetta, dove serve anche un po' di fortuna — come l'ha avuta a Bergamo — e cercare di sfruttare al meglio le poche occasioni che capiteranno. Questa è l'unica cosa per poter battere l'Inter. Se poi si arriva ai rigori, bisogna sperare che Motta faccia un altro miracolo.
Quest'anno gli episodi arbitrali hanno fatto infuriare Formello in più occasioni. Lei che ha vissuto il calcio del pre-VAR, pensa che oggi la tecnologia abbia risolto i problemi o che abbia solo creato nuovi alibi e ulteriori confusioni?

La VAR purtroppo è da anni che c'è, ma non si è migliorato. Prima la VAR interveniva solo in casi eccezionali, adesso interviene troppo. Gli arbitri non sono all'altezza, sono un po' scarsi; non c'è molto collegamento tra VAR e arbitro. Credevo meglio: ha migliorato su certe cose e ha peggiorato su altre, e le polemiche ci sono sempre, non c'è niente da fare. E poi abbiamo scoperto che ci sono anche situazioni che non mi aspettavo, quindi anche il settore arbitrale in Italia è scarso, bisogna ammetterlo. Non ci sono arbitri di livello: la classe arbitrale italiana è peggiorata, così come è peggiorato il calcio italiano.





