Guido De Angelis: "Lazio-Inter? Si deve giocare di rimessa. Formula biglietti? Da terzo mondo"
In vista della finale di Coppa Italia tra il club biancoceleste e nerazzurro, il giornalista Guido De Angelis è intervenuto ai nostri microfoni
Il rapporto tra Società e tifosi sembra essere arrivato ad un punto di non ritorno. Pensa che il club riuscirà a trovare una soluzione per risanare il legame o la prossima stagione si assisterà ad un Olimpico deserto?

Conoscendo i personaggi che stanno nella Lazio, non credo che ci sia una sola persona che possa dialogare con il mondo Lazio. Non vedo la lazialità dentro la Lazio e questo mi preoccupa molto. Rispetto assolutamente questa assenza per amore, per far capire a questa società e soprattutto al suo Presidente che la Lazio è di chi la sceglie: la Lazio è un'entità a parte. A noi piace vincere, ma ci piace anche amare e vivere la Lazio in una maniera diversa e, purtroppo, oggi questo non accade. Mi auguro che col tempo possa esserci una scintilla capace di far ritornare non solo la gente allo stadio, ma anche quell'attaccamento che ha sempre avuto questa tifoseria meravigliosa che è quella della Lazio.
L'attacco del club biancoceleste non si è fatto molto sentire in questa stagione. Tra i vari profili, pensa che Maldini abbia meritato il riscatto o la Lazio punterà su Noslin? Inoltre, quanto è pesato il mancato il contributo di calciatori come Dia e Zaccagni?

Maldini non credo c'entri nulla col centravanti. Sarri lo sta cercando, magari un giorno lo diventerà, ma credo che non sia un centravanti. Maldini è un buon giocatore ma niente di eccezionale. Sarri l'ha provato cercando di fare il gruppo anche per lui, però Noslin ha dimostrato di avere decisamente qualcosa in più perché gioca in quel ruolo. È un ragazzo volenteroso, certo abituati con Immobile è normale che la differenza c'è, ed è notevole. Però ha cercato di farli girare. La Lazio dovrebbe acquistare un grande centravanti, ma credo che un altro Immobile sia difficile da trovare, soprattutto perché la Lazio non è una società che si può permettere il lusso di prendere un centravanti di alto livello. Gli altri hanno fatto quello che potevano per regalare il loro lavoro: le caratteristiche di Dia, lo stesso Noslin, lo stesso Maldini. Non abbiamo visto Ratkov, perciò diciamo che Sarri è un allenatore che vuole subito sostanza e vuole dei giocatori pronti anche di testa. Credo che alcuni giocatori siano troppo giovani per essere inseriti in un contesto come quello della Serie A, lui ha fatto quello che poteva però manca Immobile; dopo di lui è dura per tutti, lo è stata anche per Castellanos. Aspettiamo fiduciosi altri centravanti che possano fare la storia, perché noi come attaccanti abbiamo avuto tanti giocatori di livello.
A giugno la Lazio si troverà con ben tre portieri tra cui scegliere. Pensa che la scelta giusta sia riconsegnare la nomina di titolare a Provedel o continuare a puntare sul giovane Motta? Mentre Mandas potrebbe restare in panchina o crede che si cercherà nuovamente di venderlo?

Con tutto il rispetto, per me Provedel — se recupera bene, attenzione, bisogna aspettare perché la spalla è la spalla — è sempre il titolare. Motta può giocare delle partite, è giusto, e Mandas potrebbe essere venduto con una cifra giusta, anche perché è andato in Inghilterra ed è andato in panchina anche lì, perciò ci sarà un motivo. Per me Provedel, se sta bene, è sempre Provedel. Se non recupera bene allora è un altro discorso, ma altrimenti lascerei Motta come secondo e si va avanti così.
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