foto Roberto Proietto

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Modulo, corsa al titolo e spazio per Stankovic e Sucic

Chivu non considera il passaggio alla difesa a quattro una garanzia di vittoria, così come non lo è giocare a tre. Per lui contano i principi di gioco più del modulo: l'Inter è costruita per un certo tipo di calcio, ma dispone di soluzioni diverse, con e senza palla. Una difesa a quattro potrebbe essere utilizzata se necessario, anche se il tecnico non sa se sarebbe una scelta sostenibile per un'intera stagione.

Interpellato sulle parole di Gasperini e sulla lotta per il titolo, Chivu invita alla prudenza. Dopo cinque giornate ritiene prematuro individuare un'«anti-Inter» e si chiede perché lo stesso ragionamento non venga fatto per Roma, Milan, Como o Juventus. Il punto, dice, è che per raggiungere i propri obiettivi bisognerà lottare: per ora l'Inter vuole essere competitiva.

C'è poi il tema Stankovic. Chivu ricorda che Ale è entrato due volte e ammette che avrebbe potuto giocare di più. Dice di conoscerlo da molti anni, di averlo visto crescere e di apprezzarne la maturità. Stankovic, aggiunge, sa di essere arrivato in una squadra ambiziosa ed evoluta; lavora con serietà e mostra fiducia nei propri mezzi. Il tecnico è convinto che avrà modo di dimostrare le sue qualità e ribadisce che l'Inter lo considera un giocatore adatto al gruppo.

Infine, Chivu risponde alle parole di Boban su Sucic. Spiega di conoscere il contesto in cui sono state pronunciate, dopo una sconfitta difficile da digerire, e non vuole caricare Petar di ulteriore pressione. Secondo il tecnico, il centrocampista è tra i tre più impiegati nel reparto per minutaggio: ridurre la sua situazione alla titolarità significherebbe trascurare il contributo di chi entra dalla panchina. Chivu si dice soddisfatto della crescita, dell'umiltà e del lavoro che Sucic mette a disposizione della squadra.

 

 

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