Gennaro Gattuso - Depositphotos
Gennaro Gattuso - Depositphotos

La Lazio è prima in classifica dopo nove giornate, ma Gennaro Gattuso non cambia tono neppure dopo la vittoria sul Sassuolo a Reggio Emilia. Secondo quanto riportato da Corriere della Sera, «Ma noi lassù non c’entriamo nulla», dice il tecnico davanti a una partenza che, nei 126 anni di storia biancoceleste, non aveva precedenti a questo punto del campionato. È il suo modo di tenere a distanza gli elogi, come ha fatto da giocatore e poi da allenatore.

Il primato della Lazio e le soluzioni di Gattuso

Il tecnico richiama la squadra a un principio preciso: «Non dobbiamo mai gestire la partita: quando lo facciamo, finiamo in difficoltà». Anche mentre la Lazio vince, Gattuso insiste sui pochi difetti che vede nel gruppo. Dopo Reggio Emilia, però, diventa più difficile sottrarre la squadra all’attenzione: i giocatori rispondono alle sue indicazioni e le scelte nate per necessità stanno dando risultati.

Belahyane ha trovato spazio al posto degli infortunati Rovella e Cataldi. Noslin è stato impiegato al centro dell’attacco, mentre Sutalo è diventato un riferimento in difesa. Erano soluzioni che sembravano d’emergenza e che hanno accompagnato la Lazio fino alla vetta. Gattuso, intanto, continua a misurare il cammino con prudenza: «Abbiamo conquistato altri punti per la salvezza», ripete anche dopo la serata di Reggio Emilia.

Da Zenica alla chiamata di Lotito nel 2019

Il presente a Formello arriva dopo mesi difficili per Gattuso. Nell’aprile precedente era a Marbella, da anni suo buen retiro lontano dal calcio. Pesava ancora la sconfitta di Zenica, in Bosnia, seguita al terzo Mondiale consecutivo mancato dall’Italia. Da ex commissario tecnico non cercava attenuanti: «Quella ferita resterà per sempre, la porterò con me per tutta la vita».

Al dolore per quell’esito si accompagnava una riflessione sulla sua carriera in panchina: «Da giocatore ho vinto tutto ed ho avuto moltissimo. Da allenatore è come se scontassi quei successi». Il lavoro con la Lazio ha cominciato a diradare quei pensieri. Il rapporto con il club, però, avrebbe potuto iniziare molto prima.

Nell’ottobre 2019, dopo un primo tempo contro l’Atalanta chiuso dalla Lazio di Simone Inzaghi sotto di tre gol, Claudio Lotito incaricò l’allora direttore sportivo Igli Tare di convocare Gattuso per un possibile subentro. L’allenatore si mise in viaggio verso Roma, ma la rimonta biancoceleste fino al pareggio cambiò la situazione: quella notte invertì la rotta. Lotito confermò Inzaghi, senza dimenticare il nome di Gattuso.

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