Romani Floriani Mussolini
Romani Floriani Mussolini

Piero Gonini, che ha allenato Romano Floriani Mussolini alla Vigor Perconti, ha ricordato in un’intervista il periodo trascorso con l’attuale terzino della Lazio. Ha parlato del suo arrivo a 15 anni, delle prove in campo e delle qualità mostrate nel ruolo di terzino. Ha raccontato anche come, a suo giudizio, il ragazzo vivesse il peso del proprio cognome e gli attacchi ricevuti.

L’arrivo alla Vigor Perconti

Nel ricordo di Gonini, Floriani Mussolini era un quindicenne dalla corporatura esile. Pur giocando nella Lazio, si presentò alla Vigor Perconti senza un atteggiamento di superiorità verso gli altri. L’allenatore ne descrive così l’aspetto e il modo di porsi: «Romano era magro, fino fino, ma non arrivò con la spocchia di chi giocava nella Lazio, bensì con umiltà».

Per Gonini, quell’umiltà è rimasta una caratteristica del ragazzo conosciuto durante l’esperienza alla Vigor Perconti. Nel rievocare quel periodo, il tecnico affianca il ricordo del suo comportamento a quello delle prove svolte per trovare la posizione in cui potesse esprimersi meglio.

La prova a centrocampo e il ruolo da terzino

Gonini racconta che Floriani Mussolini fu impiegato anche a centrocampo, con il numero 8. Il suo giudizio sul ruolo in cui rendeva di più, però, riguarda la fascia difensiva: «Aveva 15 anni, lo provammo anche a centrocampo, col numero 8, ma come terzino faceva la differenza».

Tra le qualità che l’ex allenatore associa a quel ruolo ci sono la corsa e la continuità con cui il giocatore si proponeva in sovrapposizione. «Ricordo la sua bella corsa e la sua capacità di sovrapporsi di continuo», dice Gonini. Accanto alla valutazione delle sue prestazioni in campo, il tecnico esprime anche un giudizio personale su Romano, definendolo «Un ragazzo d’oro».

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